In città piovono altri 48 milioni per ricostruire gli edifici pubblici

Il sindaco D’Alberto esulta: «Con i poteri speciali attribuiti da Legnini a diversi soggetti attuatori si può finalmente accelerare». Manca il museo Savini, ma verrà finanziato nel prossimo piano stralcio
TERAMO. Per comodità la chiameremo ordinanza Teramo bis. Firmata venerdì dal commissario alla ricostruzione post-sisma 2016 Giovanni Legnini, attribuisce poteri speciali a tre diversi soggetti attuatori per accelerare i lavori su una serie di edifici pubblici della città. L’ordinanza contiene 48 milioni di euro, 22 dei quali erano già finanziati da precedenti provvedimenti, ed è sostanzialmente divisa in tre blocchi. Nel primo si danno poteri speciali alla Provincia per avviare i cantieri su edifici già finanziati, ovvero tre scuole (artistico, Comi, Pascal), la Prefettura, la Casa del mutilato e l’ex Provveditorato. Nel secondo l’Ufficio speciale per la ricostruzione di Teramo diventa soggetto attuatore per tre edifici di proprietà della Asp 1 (complesso Regina Margherita, scuola dell’infanzia Gemma Marconi e istituto Caraciotti) e uno di proprietà della Regione (Casa dello Sport). Nel terzo i poteri speciali vengono dati alla Asl per immobili di sua proprietà, l’ex collegio Ravasco di viale Cavour e un blocco di immobili Erp in via Getulio.
D’ALBERTO. Secondo il sindaco Gianguido D’Alberto «si tratta di un’ordinanza che va a completare il quadro degli interventi sulla città di Teramo e risponde a un auspicio che io avevo espresso già nei mesi scorsi al commissario, al presidente della Regione e al direttore dell’Usr». D’Alberto chiedeva «una ordinanza che si riferisse a una ricostruzione organica, che interessasse non tanto il Comune ma la città di Teramo. Quindi, al di là delle competenze e delle proprietà degli immobili, che mettesse a fuoco la strategicità degli interventi e soprattutto l’applicazione dei poteri speciali, gli unici che abbiamo a disposizione per avviare finalmente la ricostruzione pubblica nel nostro territorio. Basti vedere quello che succede con la ricostruzione delle chiese, che viaggia ad una velocità straordinaria perché non è soggetta alle regole della ricostruzione pubblica ma a regole molto più semplici che sono quelle della ricostruzione privata, e questo è significativo per capire che l’unico modo per accelerare è semplificare». D’Alberto ricorda che la prima ordinanza Teramo riguardava immobili del Comune, soprattutto il patrimonio scolastico e la sede municipale; la seconda, «che», dice, «ho chiesto espressamente e ottenuto portando anche la presidente dell’Ater in questa direzione, era quella sui poteri speciali in riferimento al patrimonio Ater. Oggi», continua, «si è giunti a questa nuova ordinanza che prevede ulteriori interventi per immobili della Provincia, peraltro già finanziati, ma soprattutto su immobili di proprietà di aziende autonome che nel corso di questi anni non avevano avuto riscontro in termini di ricostruzione». Il sindaco sottolinea in particolare che «la Asp 1 ha due interventi fondamentali», quelli sulla scuola dell’infanzia Gemma Marconi e sull’edificio Regina Margherita. «Si tratta di due opere strategiche», continua D’Alberto, «su cui esprimo ancora più soddisfazione perché siamo stati proprio noi, insieme al presidente della Asp avvocato Cantore, a proporne l’inserimento. Con la ricostruzione di questi immobili non si ricostruiscono solo due edifici ma si ricostruisce un pezzo di storia della nostra città».
IL MUSEO SAVINI. Nelle due ordinanze Teramo non è stato incluso il museo archeologico Savini. Secondo il sindaco «sarà la prima opera che verrà inserita da Legnini nel prossimo piano stralcio delle opere pubbliche del sisma 2016». La stima che venne fatta inizialmente sul costo dell’intervento necessario ad adeguare il Savini è di 5,8 milioni di euro. Poi il museo è stato sacrificato ad altre priorità, uscendo dall’elenco delle opere finanziate, ma a quanto pare vi rientrerà presto. E a quel punto la città vedrà completarsi l’arrivo di una pioggia di milioni mai vista grazie alla quale riqualificare edifici che rischiavano di diventare volumi vuoti, e in parte già lo erano, anche prima del sisma.
QUARESIMALE. Soddisfazione per l’ordinanza Teramo bis è stata espressa anche dall’assessore regionale Pietro Quaresimale, che ha detto: «Si tratta di opere strategiche che grazie all’importante semplificazione procedurale troveranno presto la loro cantierizzazione. Voglio ringraziare il presidente della Regione, Marco Marsilio, per l’impegno profuso al fine di ottenere questo risultato».
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