In classe 220 bambini ucraini: non ci sono mediatori linguistici

9 Settembre 2022

I timori del sindaco Nugnes dopo la riunione con la Protezione civile e l’Ufficio scolastico «Prendiamo atto delle rassicurazioni ma i problemi restano. A cominciare da mense e trasporto»

ROSETO. Sono 220 i bambini ucraini iscritti nelle scuole rosetane per l’anno scolastico 2022-2023. Un dato che riguarda infanzia, primaria e secondaria e che ha fatto scattare i timori del sindaco Mario Nugnes per le difficoltà nell’inserimento scolastico in considerazione dell’assenza di mediatori linguistici e per criticità nel servizio mensa e in quello del trasporto scolastico.
Il primo cittadino ha preso atto delle rassicurazioni della Protezione Civile regionale e dell’ufficio scolastico sull’accoglienza dei minori ucraini. «Prendiamo atto che, nel corso dell’ultimo incontro avuto martedì in videoconferenza con i vertici del dipartimento della Protezione civile regionale, dell’ufficio scolastico regionale e provinciale e con i dirigenti scolastici degli istituti rosetani», dice Nugnes, «ci sono state fornite le più ampie rassicurazioni sulla gestione e l’inserimento dei minori ucraini iscritti nelle nostre scuole. Evidentemente l’allarme lanciato i primi di agosto, su segnalazioni ricevute dalle dirigenti degli istituti comprensivi Roseto 1 e 2, ha sortito i suoi effetti e molte delle problematiche evidenziate sono state risolte, anche se, come ho tenuto a precisare, non posso esimermi dal ribadire una serie di preoccupazioni che raccolgo quotidianamente dal territorio».
Nel corso della riunione in videoconferenza il sindaco ha ribadito le difficoltà che avranno, a livello didattico, le classi che si stanno formando poiché, seppur nei limiti consentiti dalle regole vigenti, saranno molto numerose visti i nuovi ingressi . «Non sono emerse in sede di riunione indicazioni da nessuna delle parti intervenute in merito alla necessità di avere mediatori linguistici» ha detto Nugnes che, in merito ai problemi legati al servizio mensa e al trasporto scolastico, propone delle possibili soluzioni.
«Il pasto per i bambini ucraini», spiega Nugnes, «dovrebbe essere coperto dalla Protezione Civile regionale e dagli albergatori che li ospitano attraverso il ricorso all’acquisto del buono pasto oppure attraverso una box lunch per bambino che verrà consumata all’interno del refettorio delle nostre scuole dell’infanzia. Per il trasporto scolastico invece ci rendiamo disponibili con i nostri uffici a stilare degli elenchi per permettere eventualmente alla Protezione civile di predisporre dei bandi per l’affidamento del servizio di trasporto scolastico che sarà a carico delle strutture alberghiere».
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