In Comune un ammanco di 180mila euro

14 Dicembre 2017

Spariti gli incassi dei buoni pasto: sospetti sulle tabaccherie dove erano in vendita. La notizia data dal sindaco

TORTORETO. Nuovo caso di ammanchi dalle casse del Comune di Tortoreto: mancherebbero all’appello quasi 180mila euro di incassi dai buoni pasto per le mense scolastiche venduti negli ultimi cinque anni. Nel mirino, almeno per ora, i rivenditori privati autorizzati dall’ente, che non avrebbero versato in tutto o in parte le somme dovute, ossia l’incasso meno la loro percentuale di guadagno. A dare notizia dell’ammanco è stato in via informale lo stesso sindaco Domenico Piccioni a margine della riunione della commissione consiliare urbanistica di martedì sera, organizzata per trattare la questione del nuovo piano regolatore. Dopo averlo annunciato ai consiglieri comunali presenti, tra cui la maggior parte dei capigruppo di opposizione, però, il primo cittadino sembra essersi celato dietro il silenzio stampa. Ai membri della commissione consiliare, ad ogni modo, Piccioni ha fornito alcuni dettagli importanti della questione. Innanzitutto, gli ammanchi sarebbero iniziati nel 2012, nella stessa stagione delle polemiche in cui veniva scoperto il caso Saccuti, e poi cresciuto per cinque anni fino a qualche giorno fa, quando l’amministrazione comunale ha deciso di cambiare il sistema di vendita dei buoni pasto, togliendolo ai due rivenditori in questione e affidandolo ad un ufficio comunale e ad uno sportello bancario. A permettere la scoperta dell’ammanco, sarebbe stata un’azione di accertamento dei conti delle ultime settimane, a cui è seguito anche un esposto inviato dal Comune ai Carabinieri di Tortoreto, che avrebbe dato il via alla fase di indagine con lo scopo di accertare le eventuali responsabilità. Il buco da 180mila euro, però, non sarebbe una novità assoluta, almeno per gli uffici comunali. Secondo quanto riferito dal primo cittadino, infatti, dall’ente già in passato sarebbe partito un sollecito alla volta dei due rivenditori, con cui si sollecitavano le somme non versate alle casse comunali. E proprio questo sembra essere uno dei punti focali della questione, a cui gli investigatori dovranno dare una risposta: il Comune ha fatto tutto il possibile per avere indietro il credito? L’ammanco dei buoni pasto, ad ogni modo, sembra essersi sviluppato durante quattro diverse amministrazioni comunali: quella Monti che scoprì il caso Saccuti, quella Richi, la gestione commissariale e quella attuale del sindaco Piccioni. Dal punto di vista politico, però, poche al momento sono le reazioni da parte delle opposizioni, in attesa di sviluppi. I primi a commentare pubblicamente sono stati il capogruppo di opposizione Nico Carusi – «È un inizio: altre somme indebitamente sottratte o mai entrare nelle casse dell’Ente mancano nel bilancio del comune. Le decisioni da prendere sono difficili, me ne rendo conto. Un plauso al sindaco Piccioni e all’amministrazione comunale» – e il Movimento 5 Stelle del portavoce Riccardo Straccialini che chiede «subito individuazione e punizione dei responsabili e rotazione del personale».
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