In consiglio il destino della Team

Il sindaco: «Spero che tutti decidano per la soluzione migliore»
TERAMO. Sarà il 12 febbraio il giorno della verità per il futuro della Team. Per quella data, infatti, è stato convocato il consiglio comunale straordinario dedicato all’esame degli scenari possibili riguardanti il riassetto della società. Il 30 aprile, infatti, scadranno gli incarichi assegnati dal Comune alla spa pubblico-privata che gestisce la raccolta dei rifiuti e alri servizi come pulizia degli immobili, cura del verde e segnaletica stradale.
Il riaffidamento di una parte di questi compiti, visto che per legge in capo alla Team potrà restare solo l'igiene urbana, è legata a doppio filo con il superamento della gestione commissariale a cui è tuttora sottoposta la quota in possesso dell'Enertech, finita sotto inchiesta a Catanzaro.
Le strade percorribili sono due: l'acquisto del pacchetto azionario da parte dei comuni interessati tramite i consorzi Mote, Cirsu, Val Vibrata e Fino-Piomba, oppure l'apertura di un bando per l'individuazione di nuovo socio al 49%. Sul destino della Team come società interamente a capitale pubblico o per metà privata, com’è allo stato attuale, si confronteranno maggioranza e opposizione nel consiglio del 12 febbraio. In vista di quest’appuntamento il sindaco Maurizio Brucchi rivolge un appello a tutti i gruppi consiliari. «Spero che il dibattito sia costruttivo», osserva, «e non sfoci in uno sterile rimpallo di responsabilità sulla ripartizione della quote o su altri aspetti che esulano dall'argomento in discussione».
La posta in palio è alta perché investe il futuro della società anche alla luce di disposizioni normative ormai prossime all'entrata in vigore. «Tra due anni i servizi riaffidati andranno comunque in scadenza», sottolinea Brucchi, «in quanto bisognerà individuare e attivare il gestore unico del ciclo integrato dei rifiuti».
Questa prospettiva induce il sindaco a propendere per la trasformazione della Team in una società del tutto pubblica che sia pronta, in anticipo rispetto alle scadenze di legge, a diventare il braccio operativo dell'ente d'ambito provinciale che si occuperà di raccolta e smaltimento dei rifiuti. L'operazione, per tenere fede ai propositi con cui è stata concepita, necessita del coinvolgimento dei comuni raggruppati nei quattro consorzi che dispongono d'impianti di trattamento e stoccaggio del pattume. «Ho approfondito la materia e invito i consiglieri a fare altrettanto», spiega il sindaco, «per un confronto che tenga conto di tutti gli aspetti amminstrativi e giuridici allo scopo di trovare la migliore soluzione per il bene del territorio e non di una parte politica». E resta sempre da risovere il problema dei lavoratori che rischiano di perdere il posto con la diminuzione dei servizi di cui si occuperà la società.
Sul riassetto della Team e sulla recente revisione della sua pianta organica. che ha diviso il cda e spinto all'astensione il presidente Giovanni Mattucci che non ha votato sullo specifico argomento, intervengono i sindacati Fp Cigil, Fit Cisl e Fiadel. I segretari dei tre sindacati di categoria chiedono che ogni decisione relativa al personale e all'organizzazione del lavoro sia presa «alla luce del sole» e sulla base di criteri oggettivi. «Resteremmo a dir poco stupiti se, ad esempio, assistessimo a spostamenti dal settore officina all'ufficio acquisti, dal settore ufficio sinistri all'ufficio acquisti, dall'area raccolta e spazzamento all'info point, dall'area spazzamento all'ufficio pesa», affermano, «o se vi fossero cambi di mansione nell'area tecnico-amministrativa, con relativi incentivi in busta paga, senza capire come avverrebbero tali scelte». (g.d.m.)
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