In consiglio salta la variazione di bilancio
Il sindaco: «Atteggiamento vigliacco delle opposizioni». La minoranza: «Errori contabili»
MONTORIO. Nel consiglio comunale di giovedì scorso non è stata votata, per mancanza del numero legale, l’ultima variazione del 2023, prima del bilancio previsionale 2024-2026, con un aumento di fondi di circa 28 milioni di euro: nella maggioranza del sindaco Fabio Altitonante c’era l’assenza per motivi di salute dell’assessore Francesco Ciarrocchi e i due consiglieri Adele Ricci e Raniero Barnabei si sono uniti all’uscita dalla stanza dei quattro consiglieri di opposizione Eleonora Magno, Andrea Guizzetti, Alessandro Di Giambattista e Alessia Nori. È stata, quindi, convocata una seduta di giunta urgente online con la partecipazione di Ciarrocchi e la variazione dovrà essere riportata in consiglio. Dura la reazione di Altitonante: «Le opposizioni, con Barnabei e Ricci, hanno vigliaccamente approfittato dell’assenza di Ciarrocchi per cercare di distruggere l’importante piano di ricostruzione e sviluppo per Montorio, ma i cittadini possono stare tranquilli perché la nostra giunta, ancora una volta, ha salvato il paese, inserendo nel bilancio 28 milioni di euro - più di 16 milioni di euro per la ricostruzione privata sisma 2009, 200mila euro dalla Regione che utilizzeremo per manutenzioni ordinarie e straordinarie e altri fondi per circa 11,5 milioni di euro anche per il nuovo polo scolastico - che rischiavano di essere persi». Sulla non votazione sono intervenuti i quattro consiglieri di opposizione. «Se il gruppo di maggioranza mostra evidenti segni di logoramento e dissidio interno, le opposizioni restano compatte nel ribadire i numerosi errori contabili nella stesura del bilancio consuntivo e di conseguenza su quello di previsione con una voragine che a giugno era stimata in 1 milione e 700mila euro e che ora sarà notevolmente lievitata», hanno scritto in una nota, «in questi giorni è arrivato il primo pericoloso contenzioso: la Bbf Banks ha citato in giudizio il Comune di Montorio dinanzi al tribunale di Teramo, pare emettendo anche un decreto ingiuntivo per una somma che si aggira intorno alle 700mila euro per le fatture di energia elettrica non pagate».
Adele Di Feliciantonio

