In libertà Di Giacinto e Di Giambattista

4 Agosto 2017

Con loro lascia i domiciliari anche il funzionario della Asl Zippilli. Ieri l’ordinanza del tribunale del riesame dell’Aquila

GIULIANOVA. Tornano in libertà alcuni degli arrestati nell’ambito dell’inchiesta Castrum sulle presunte tangenti al Comune di Giulianova. Il tribunale del riesame ha disposto la fine degli arresti domiciliari per l’ex assessore comunale Nello Di Giacinto e per l’ex amministratore unico della società municipalizzata Giulianova Patrimonio Filippo Di Giambattista. Con loro è tornato in libertà anche Carmine Zippilli, funzionario tecnico della Asl, indagato per l’appalto all’ex ospedaletto di Porta Romana a Teramo. Il tribunale del riesame ha accolto quindi le nuove istanze presentate dai difensori degli indagati – gli avvocati Gianfranco Jadecola e Luigi Ferretti per Zippilli, Gennaro Lettieri per Di Giacinto e ancora Jadecola per Di Giambattista – ritenendo ormai cessate le esigenze di custodia cautelare per i tre indagati, ai domiciliari dal 23 maggio scorso. L’ordinanza dei giudici aquilani è stata firmata ieri mattina e subito dopo gli indagati hanno potuto lasciare le rispettive abitazioni e tornare in libertà. Restano, almeno per ora, in custodia domiciliare quelli che vengono ritenuti i principali protagonisti del presunto giro di tangenti, l’ex dirigente del Comune Maria Angela Mastropietro, il marito Stefano Di Filippo e il fratelli imprenditori Andrea e Massimiliano Scarafoni. Non è escluso, tuttavia, che anche loro possano tornare in libertà prossimamente, anche se l’attività di indagine della Procura è continuata anche nei giorni scorsi con l’acquisizione di ulteriori documenti negli uffici comunali. Un’inchiesta che comunque dovrebbe essere conclusa a breve visto che, su richiesta della stessa Procura, la vicenda verrà definita con un giudizio immediato ed è già stata fissata la prima udienza per la data del 15 dicembre. Non è detto che questo processo si celebri per tutti gli interessati: qualcuno di loro potrebbe chiedere di essere giudicato con riti alternativi, come il processo con rito abbreviato che comporta la riduzione di un terzo della pena. Qualcuno potrebbe addirittura scegliere di patteggiare; tutto dipenderà dalla strategia che gli indagati e i loro difensori decideranno di attuare per affrontare il processo.
L’inchiesta Castrum riguarda la più grande vicenda di corruzione nella pubblica amministrazione teramana degli ultimi anni, ma ovviamente le accuse della Procura dovranno passare al vaglio dei giudici. La figura centrale è quella della Mastropietro che, secondo le accuse, avrebbe «asservito la funzione pubblica e i propri poteri, in cambio di denaro e altre indebite utilità per sé e il proprio coniuge, agli interessi privati di svariati soggetti».
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