In malattia va a caccia e a ballare Licenziato dipendente Team

1 Ottobre 2015

L’azienda lo ha fatto seguire e fotografare da un investigatore privato. Il Cda: «Non potevamo fare altrimenti, da giugno c’è stato un aumento esponenziale e allarmante delle assenze»

TERAMO. Si era messo in malattia lamentando dolori alla schiena, invece andava a caccia e a ballare. La Team lo ha licenziato in tronco per giusta causa. E la notizia dell’operatore mandato a causa dall’azienda, P.S., addetto allo spazzamento, è piovuta come un fulmine a ciel sereno proprio alla vigilia dell’incontro che il Cda dell’azienda aveva in programma ieri con i sindacati. Un confronto che serviva a discutere delle questioni rimaste in sospeso dopo gli scioperi del porta a porta e il ripristino dei vecchi turni di lavoro. A confermare la notizia è stata Anna Di Russo, membro del Cda dell’azienda: «Abbiamo licenziato il dipendente per il venir meno del rapporto fiduciario dopo che da alcuni controlli è emerso che mentre era a riposo con un certificato di malattia si dedicava ad attività non consone a quanto dichiarato».

La vicenda ha destato scalpore anche per la modalità utilizzata per smascherare il lavoratore: un investigatore privato lo ha seguito e immortalato con fotografie su input dell’amministratore delegato Luca Ranalli. Negli ambienti Team si sussurra che anche le foto postate su Facebook dal lavoratore mentre era intento alle sue attività predilette non abbiano certo ammorbidito l’azienda. Anna Di Russo non ha smentito gli appostamenti e ha mostrato anche compattezza da parte del Cda sulla decisione di incaricare un investigatore. «E’ stata una decisione legittima. È una modalità, quella delle investigazioni, che rientra nei poteri del datore di lavoro. Ovviamente è stata una decisione che abbiamo preso con amarezza ma non potevamo fare altrimenti visto che da giugno abbiamo osservato un aumento esponenziale delle assenze che ci ha allarmato. Il provvedimento», ha concluso Di Russo, «è stato preso anche a tutela e per rispetto di quei tanti operatori dell’azienda che scendono in strada per svolgere bene la loro attività».

Il licenziamento del lavoratore, che è iscritto alla Cgil, non ha scalfito tuttavia la serenità del clima di confronto che a giudizio dei sindacati è stato ripristinato con l’azienda. «La vicenda del lavoratore seguirà un suo percorso», ha detto Amedeo Marcattili della Cgil, «la pratica verrà seguita da un nostro legale che valuterà la legittimità del provvedimento». Ad aiutare la distensione sembra sia stata anche la decisione del Cda della Team di delegare la trattativa al direttore generale Pierangelo Stirpe e al consulente del lavoro Guido Canestri. Un primo risultato positivo è stato ottenuto, a giudizio di Fabio Benintendi della Cisl, sull’applicazione della solidarietà aziendale, che può oscillare fino a un massimo del 40%. «Anche se i dati sono bimestrali e non trimestrali, da una prima analisi appare evidente che è stata utilizzata ben al di sotto della media», aggiunge Benintendi. Intesa è stata trovata anche sui criteri per l’attuazione del piano ferie divenuto semestrale su impulso del presidente Pietro Bozzelli. Una richiesta è stata infine avanzata dai sindacati per il personale in cassa integrazione: «Abbiamo sollecitato interventi di formazione per reimpiegare più facilmente i lavoratori», hanno spiegato Marcattili e Benintendi. «Così qualora dovessero nascere opportunità nei cimiteri, piuttosto che i altri comparti, i lavoratori in azienda possono essere riconvertiti piuttosto che ricorrere a contratti temporanei di somministrazione lavoro».

Marianna De Troia

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