In mille per l’ultimo saluto a Diana, morta a nove anni

7 Agosto 2016

Il ricordo delle maestre: «La tua voglia di scoprire il mondo ci accompagnerà» Cerimonia senza i genitori, ricoverati in ospedale insieme alle altre due figlie

BASCIANO. C’è chi lascia una rosa bianca e chi si stringe a mamma. Perchè a nove anni la morte è un inaccettabile imprevisto nell’affollata quotidianità della vita che a quell’età dovrebbe essere solo giochi e scuola. E non il funerale della tua compagnetta di banco che non rivedrai più. Ma sono loro, questi bimbi con gli occhi lucidi, a raccontare l’addio a Diana Scarpantonio, morta a nove anni nell’auto guidata da papà e finita contro un camion giovedì pomeriggio.

Nel giorno del lutto cittadino tutto il paese, a cominciare dal sindaco Alessandro Frattaroli, è nella chiesa di San Flaviano, nella piazzetta, lungo le scalinate: i numeri raccontano che sono più di mille. Perchè non è vero che la morte è sempre uguale: qui siamo tutti mamme e papà, nonne e zii, pronti a condividere il dolore nel vano tentativo di esorcizzarlo. Pronti ad abbracciare quei nonni straziati che seguono il feretro perchè mamma e papà sono ancora in ospedale, come le due sorelline di Diana. E allora ci sono le parole delle maestre della scuola Falcone- Borsellino che tra le lacrime ricordano la sua voglia di sapere, di vivere. Il suo sorriso per tutti. «Perchè dovrebbero essere gli alunni a salutare le maestre e non il contrario» ripete l’insegnante che va al microfono a nome di tutte.

E ci sono le parole, belle da togliere dal fiato, che lo zio dedica alla sua «piccola stella». «Lei ci avrebbe voluti tutti con il sorriso», dice dal pulpito, «e questo oggi non è possibile. Ma io ti prometto una cosa: un giorno ti dedicherò il più bel sorriso che ci possa essere». Perchè a Diana piaceva ridere e piaceva scoprire il mondo. E per lei ora lo faranno i suoi amichetti, quelli della quarta elementare che avrebbe frequentato a settembre e quelli del catechismo perchè l’anno prossimo avrebbe fatto la prima comunione come ricorda don Battista nella sua omelia. E che a fine funzione aggiunge «per la messa di riuscita aspettiamo che i genitori escano dall’ospedale». Poi per Diana un ultimo applauso e i palloncini bianchi lasciati volare dai suoi amichetti, quelli che tra qualche anno scopriranno il mondo anche per lei.

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