In mille per l’ultimo saluto a Gianluigi

30 Settembre 2023

Striscione sulla facciata del municipio per ricordare l’operaio di 26 anni morto folgorato, in piazza canzoni e fumogeni

CAMPLI. «Non si può morire sul lavoro e così giovane». È il monito e l’amara verità delle parole che sono riecheggiate al funerale di Gianluigi Ragni, il 26enne di Campovalano di Campli folgorato mentre lavorava su un traliccio di media tensione. Parole sussurrate durante l’omelia da padre Ian, il parroco di Campovalano che ha officiato la messa insieme a padre Stanislao, a don Salamon che è arrivato da Teramo per l’amicizia con Gianluigi e a don Luigi parroco di Campli.
Parole ribadite dal sindaco di Campli Federico Agostinelli in un post sui social insieme all’ultimo saluto e alla vicinanza alla famiglia. Parole non dette, ma ben scandite nello sguardo pieno di dolore che traspariva sul viso dei tantissimi presenti, circa un migliaio, che hanno riempito il Duomo di Campli e il piazzale antistante . Un rispettoso silenzio è sceso sulla comunità farnese nel giorno del lutto cittadino proclamato dal sindaco.
Tristezza, ma soprattutto sgomento per il tragico accadimento. Ragni lavorava in un’impresa del posto che aveva in appalto i lavori di manutenzione del traliccio di e-distribuzione e lunedì si trovava con un collega in contrada Travazzano proprio per eseguire degli interventi. D’improvviso la tragica notizia si è diffusa in tutta la provincia dove era conosciuto: Gianluigi era un ragazzo solare, buono, gentile, un lavoratore e l’anima della sagra di Campovalano. A salutarlo un grosso striscio affisso nel palazzo comunale di fronte ala cattedrale con la sua foto in versione cuoco alla sagra di Campovalano e una frase: «Sempre sarai nella tasca a destra in alto, in un passo stanco, dentro un salto in alto che mette i brividi. Per sempre sarai in un sorriso inaspettato o in un appuntamento con il nostro destino. Ciao Gì».
Tutti si sono stretti attorno alla mamma Katia, al fratello Gianmarco, che gestisce un bar in centro a Teramo, ai nonni. Una famiglia la sua conosciuta e stimata che ha già subito la prematura scomparsa del papà avvenuto anni fa in un incidente stradale. C’erano gli amici di sempre, i compaesani, le istituzioni a partire da Agostinelli e dalla sua amministrazione, il gruppo di opposizione "RicostruiAmo Campli", l’assessore regionale Pietro Quaresimale e il consigliere regionale Sandro Mariani entrambi camplesi, il rettore dell’ateneo teramano Dino Mastrocola, l’assessore del Comune di Teramo Valdo Di Bonaventura, per citarne alcuni e un rappresentante dell’Enel. Don Luigi a fine messa rivolgendosi ai parenti ha detto: «Quando è un giovane che va via è una parte della nostra società che se ne va e mi unisco al vostro dolore. Il sorriso timido di Gianluigi sicuramente vi guarda da lassù e vi sorride». Ma il momento più toccante è stata l’uscita del feretro dalla chiesa accolto da un lungo applauso al quale hanno fatto seguito il lancio dei palloncini, l’accensione dei fumogeni di colore bianco e azzurro e dei fuochi d’artificio.
Subito dopo sulle note della canzone “E fumo ancora” una cugina di Gianluigi ha letto una lettera come se fosse stato proprio lui a scriverla: «Se avessi potuto sarei rimasto con voi, la vita è così bella, ma ora sono tra le braccia di papà. Mamma so che ti mancherò, ma tu cercami tra le piccole cose. Caro fratello avevamo 9 e 11 anni quando la nostra vita è cambiata, ora non ti chiedo di essere forte come sei sempre stato, ma di piangere. Amici vi voglio sentire fino a qui a intonare gli stornelli, ma non piangete. Mamma ha detto che sono venuto a mettere le luci nel cielo come facevo sulla terra e ha ragione, qui c'è una luce pazzesca. In qualsiasi momento mi cercate sarò sempre al vostro fianco. Ora devo andare, vi abbraccio tutti, il vostro Gigi». Intanto prosegue l’inchiesta aperta dalla Procura per fare chiarezza sulla dinamica del drammatico infortunio avvenuto nelle campagne di Valle San Giovanni.
Il pm Greta Aloisi ha iscritti nel registro degli indagati il collega di lavoro della vittima che al momento dell’incidente si trovava nell’area e un tecnico di e-distribuzione: per entrambi l’accusa è quella di omicidio colposo.
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