In mostra all’Ipogeo 36 proposte

Festival, laboratori, riqualificazione di spazi: ce n’è per tutti i gusti
TERAMO. Nella sala ipogea di piazza Garibaldi i progetti culturali della città sventolano come lenzuoli stesi al sole. Sono 36 le proposte, elaborate dalle oltre 80 associazioni che partecipano agli Stati generali della cultura convocati dall'assessore Marco Chiarini e appese alla corda elastica che taglia in due lo spazio espositivo sotterraneo. Su quei fogli, squadrati secondo la griglia di presentazione suggerita dall'organizzazione, si condensano concetti che esprimono un'ampia varietà d'idee e sensibilità. Dal recupero e valorizzazione di luoghi fisici come la pinacoteca civica e l'Arca, il laboratorio di arti contemporanee ospitato nell'ex provveditorato, alla virtualità applicata sia a nuove forme di espressione che a siti internet e "app" per tablet e smartphone in cui far conoscere manifestazioni, servizi e monumenti.
II taglio a 360 gradi dell'iniziativa, che segue il faccia a faccia tra le associazioni tenuto nella prima giornata degli Stati generali, spinge le proposte verso un'interpretazione estensiva del termine "cultura" agganciandolo anche all'ambiente, al sociale e all'enogastronomia. Così, tra i "lenzuoli" stesi sulla corda elastica, trovano posto la riqualificazione della storica Fonte della Noce e della chiesa di Santa Caterina, ma anche la rivitalizzazione della villa comunale Bandini tramite l'allestimento di un orto botanico e una rassegna estiva di cinema collegato a musica e cibo.
Con la sigla "Red", acronimo di parole in inglese, viene presentato un festival articolato in nove appuntamenti di teatro contemporaneo, ma poco più in là c'è anche il progetto per la diffusione delle danze tradizionali abruzzesi e in particolare della "saltarella". La fotografia viene declinata in diverse accezioni: con un osservatorio da mettere in relazione con il cospicuo patrimonio d'immagini in possesso della biblioteca Delfico, con un museo regionale e anche con un'iniziativa di denuncia del "degrado della città".
La creazione di una "officina delle arti" e di un "laboratorio dei saperi e dei sapori" ripropone l'esigenza di spazi fisici e di condivisione di esperienze, mentre una connotazione più sociale hanno la "casa dei ragazzi", le letture animate nei reparti ospedalieri non solo pediatrici e attività per tenere sotto controllo lo stress promuovendo il benessere mentale e fisico. Di spunti, insomma, ce ne sono tanti e variegati. «Era quello che volevamo», conclude l’assessore Chiarini che polemizza con la mentalità distruttiva di chi ha guardato con diffidenza agli Stati generali, «qui abbiamo messo insieme le proposte di tutti». (g.d.m.)
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