In pensione Bernardi memoria storica della polizia stradale

30 Maggio 2021

Ha rilevato oltre 400 incidenti mortali in provincia «Di tutti ho un ricordo, porto nel cuore vittime e familiari»

TERAMO. Tra le decine, se non centinaia, di uomini delle forze dell’ordine che un cronista incontra nella propria carriera pochi restano nella sua memoria. Per tutti i giornalisti teramani che si sono occupati di cronaca nera negli ultimi 25 anni Antonio Bernardi sarà uno dei pochi. Da domani il sostituto commissario di origini salentine, per raggiunti limiti di età, andrà in pensione. La polizia stradale di Teramo perderà un’autentica colonna, la memoria storica della sezione. E i cittadini perderanno un uomo in divisa che ha messo tanta passione e dedizione in quello che ha fatto e non si è mai tirato indietro, tanto da essere in prima fila nei soccorsi dei terremoti dell’Aquila e di Amatrice, tanto da guadagnarsi un incontro con Papa Francesco dopo che i genitori di una bimba morta in un incidente a Basciano scrissero al capo della polizia per sottolineare l’umanità dell’uomo che radunò in preghiera i soccorritori intorno al corpo della piccola. Quell’uomo era Antonio Bernardi.
Bernardi, cosa farà da domani?
«Resterò a Teramo: qui io e mia moglie abbiamo messo radici, qui ho i miei due figli. E proseguirò nell'attività di formatore della polizia locale della Regione Marche nelle materie del codice della strada».
Cosa sente di dire adesso?
«Che sono onorato di aver servito fedelmente la polizia di Stato, nella quale sono partito dal basso e ho vinto tutti i concorsi fino ad arrivare a sostituto commissario coordinatore. Quella stessa polizia che mi ha concesso di laurearmi a Teramo in Scienze politiche. Porto nel mio cuore tutte le persone a cui ho prestato soccorso e soprattutto i parenti delle vittime di tutti gli incidenti mortali che hanno visto il mio intervento».
Quanti incidenti ha visto nella sua carriera?
«Oltre 30mila rilevati, più di 400 mortali a Teramo e provincia. E di ognuno conservo un ricordo. I volti dei familiari, la consegna dei documenti. Ho preso le cose dal lato dell'umanità, ho avuto un approccio umano, per ognuno che giaceva a terra o nell'obitorio ho sempre fatto una preghiera. E in tutti e due i terremoti sono arrivato sempre per primo. Tutto questo mi ha portato dal Papa accompagnato dal capo della polizia».
Il momento più difficile?
«Di sicuro il più incredibile della mia vita è stato tirare fuori la gente viva dalle macerie ad Amatrice».
Da quando è arrivato a Teramo a oggi il numero degli incidenti mortali in provincia è calato da 50-60 l’anno a 20-25. Perché?
«Il cambiamento arriva anche quando interviene la formazione nelle scuole, quando muta l'approccio culturale; ma il merito è stato soprattutto della patente a punti e dell'inasprimento delle sanzioni per guida in stato di ebbrezza. Cè anche altro: le cellule abitative delle vetture, ad esempio, oggi sono molto più sicure».
E sono migliorate le strade, al netto della grave carenza di manutenzione che affligge le provinciali.
«Sì, lo stato delle infrastrutture in questo momento conta poco nell’incidentalità grave, conta molto di più l’uso del telefonino. La realizzazione della Teramo-mare è stata importante ma anche su certe provinciali come quelle del Tronto e Salinello sono stati fatti interventi di messa a norma. Le rotatorie? Sono importanti, ne sono fautore perché chi guida oltre a rallentare deve prestare più attenzione».
Perché nel Teramano molte vittime della strada sono cosiddetti “utenti deboli”, ovvero motociclisti, ciclisti e pedoni?
«Sono convinto che bisogna intervenire sui guidatori dal punto di vista dell'informazione, ma bisogna anche intervenire sulle strutture realizzando luoghi di sicurezza come corsie e piste ciclabili».
Si sentirà la mancanza di Antonio Bernardi?
«Lascio una sezione con gente preparata, lascio il mio ufficio in buone mani».
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