«In piazza va trovato l’equilibrio»

Brucchi replica alla curia sul frastuono: «Non possiamo non fare più eventi»
TERAMO. Sceglie la diplomazia, ma non troppo, il sindaco Maurizio Brucchi il giorno dopo l’articolo del Centro nel quale si dà conto del forte malumore della curia per gli effetti collaterali delle manifestazioni di spettacolo che si svolgono in piazza Martiri della Libertà, in particolare per il frastuono della musica a tutto volume che a giudizio del vescovo potrebbe danneggiare la torre campanaria, al punto che l’autorità ecclesiastica ha incaricato un tecnico di effettuare un monitoraggio sul manufatto.
Brucchi alle parole di monsignor Michele Seccia (in estrema sintesi: «L’utilizzo della piazza va meglio calibrato, è il salotto buono della città, va rispettata la natura dei luoghi e per questo noi in passato abbiamo detto dei no») risponde così: «Si deve trovare un modo per far convivere le cose, si possono trovare i giusti equilibri, ma non è che in piazza Martiri non si possono fare più eventi. Qualche volta», ammette il sindaco, «si è andati oltre l’orario consentito e oltre i decibel, qui il vescovo ha ragione. Dico dunque che orari e decibel vanno concertati, ma mettiamoci d'accordo: qui a Teramo se non si fa niente non va bene perché non si fa niente, se si fa qualcosa non va bene lo stesso... Se la città deve vivere ci dev'essere anche la musica e questi eventi servono anche per far crescere e ripartire la città, per farla uscire da questo momento difficile. Anche sulla musica da ballo in piazza Sant'Anna di giovedì scorso c'è stata la polemica. E allora che facciamo, la città dei pensionati?».
Quanto ai rischi che il campanile del duomo correrebbe per l’eccesso di decibel della musica in piazza, il primo cittadino si limita a dire: «Ben venga il monitoraggio sul campanile, che è un simbolo della nostra città».(d.v.)
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