In primo grado l’ergastolo, poi condanna definitiva a 20 anni
Tre gradi di giudizio in cinque anni hanno stabilito che il 18 aprile del 2011 Melania è stata uccisa dal marito nel bosco delle Casermette. Dall’ergastolo del primo grado con il rito abbreviato...
Tre gradi di giudizio in cinque anni hanno stabilito che il 18 aprile del 2011 Melania è stata uccisa dal marito nel bosco delle Casermette. Dall’ergastolo del primo grado con il rito abbreviato salvatore Parolisi è passato ai trent’anni in appello e, successivamente al ricorso in Cassazione che ha eliminato l’aggravante della crudeltà, agli attuali vent’anni. L’ex militare ha sempre ripetuto che non ha ammazzato sua moglie, che l’ha tradita ma non uccisa nel bosco di Ripe di Civitella. Che quel giorno di aprile di dodici anni fa è rimasto a far dondolare la figlia sull’altalena del pianoro di Colle San Marco, mentre Melania è sparita alla ricerca di un bagno. Le motivazioni della Cassazione bollano il suo comportamento come «falso e doppio» con i magistrati che in un passaggio scrivono: «Doppiezza e falsità costituiscono l’humus psicologico per lo scatenamento della furia omicida». Secondo la Suprema Corte Parolisi sviò le indagini, provò a cancellare i rapporti con la soldatessa allieva della caserma di Ascoli con cui aveva una relazione sentimentale, rese «false informazioni agli inquirenti». Dopo un passato nel carcere teramano di Castrogno e in quello di Pavia, da qualche anno si trova nel penitenziario di Bollate. Degradato dall’Esercito e con la revoca della potestà genitoriale della figlia che all’epoca dei fatti aveva 17 mesi e che ora è affidata ai nonni materni dopo aver cambiato cognome, in cella si è diplomato perito agrario e si è messo a studiare giurisprudenza. (d.p.)

