In quattrocento in bici per Flavia Il papà: «Più sicurezza in strada»

La biciclettata organizzata per ricordare la ragazza di 22 anni travolta da un ubriaco sulla statale 16 Le associazioni: «Serve attenzione per la mobilità sostenibile e per scongiurare altre tragedie»
ROSETO. In un tempo sospeso che non finisce mai, le parole di papà Antonio raccontano un finale senza ritorno nel giorno in cui un fiume di biciclette invade Roseto per ricordare Flavia. Perché nessun genitore dovrebbe mai sopravvivere alla morte di un figlio. «Di sicurezza stradale c’è assoluto bisogno» dice.
In quattrocento sulle due ruote si sono dati appuntamento a Roseto per pedalare nel nome di Flavia Di Bonaventura, la ragazza di 22 anni che ad agosto è stata travolta ed uccisa da un automobilista ubriaco mentre in bici insieme ad alcuni amici percorreva di notte la statale 16. Una manifestazione, quella organizzata da Fiab (la federazione italiana ambiente e biciclette), Guide del Borsacchio e Wwf, voluta con l’intento di sensibilizzare partendo da una tragedia sulla necessità di garantire la sicurezza stradale. E da qui l’appello forte lanciato agli enti locali affinché si mobilitino per questo obiettivo. A cominciare dai tempi di del tanto atteso ponte ciclopedonale sul Vomano la cui apertura, annunciata dalla Provincia sempre come imminente, slitta ormai da svariati mesi.
E allora eccolo il popolo delle biciclette, con amministratori e politici, radunarsi nel parcheggio del pontile, stringere le mani a papà Antonio e mamma Raffaella, trasformarsi in un fiume che inonda Roseto tra voci e colori. «Lo scopo», dice Marco Borgatti delle Guide del Borsacchio, «è quello di far capire come sia importante muoversi in bicicletta e quanto sia fondamentale completare i percorsi ciclabili. Ogni nostra pedalata è fatta di colori e sorrisi per far capire agli enti che muoversi in bicicletta è il futuro e le nostre città devono offrire percorsi sicuri. Nel cuore avremo sempre il sorriso di Flavia e ringraziamo la famiglia e gli amici per la loro partecipazione. Senza nessuna pretesa di lenire il dolore con questa pedalata vogliamo ricordare la voglia di vivere di una giovane ragazza che troppo presto ci ha lasciato». E Gianni Di Francesco della Fiab aggiunge: «La mobilità sostenibile è una sfida che dobbiamo vincere tutti, a cominciare dalle istituzioni, per non piangere altri morti sulle strade come Flavia» E nel vociare del popolo sulle due ruote si raccolgono ricordi su Flavia. Che amava la bicicletta, che frequentava l’accademia delle Belle Arti di Roma e sognava di diventare una pittrice nel solco dei familiari di mamma Raffaella Celommi che appartiene alla famosa famiglia dei pittori rosetani, che con i suoi organi ha salvato altre vite. Perché i ricordi sono zattere a cui aggrapparsi per andare avanti. E allora eccolo papà Antonio che nel ringraziare tutti per la presenza dice: «Speriamo che Flavia ci dia la forza per andare avanti».
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