In ritardo i pagamenti ai manutentori, la Cgil protesta

19 Gennaio 2018

TERAMO. Pagamenti in ritardo per alcuni manutentori della Asl. Segnala il caso il segretario della Fiom Cgil Mirco D’Ignazio. Oggetto del contendere è l’appalto per le manutenzioni elettriche,...

TERAMO. Pagamenti in ritardo per alcuni manutentori della Asl. Segnala il caso il segretario della Fiom Cgil Mirco D’Ignazio. Oggetto del contendere è l’appalto per le manutenzioni elettriche, idrauliche ed edili, negli ospedali di Teramo, Giulianova ed Atri e in altre strutture che la Modus si è aggiudicata nel 2013. Poi ha subappaltato quasi per intero la commessa, destinando 34 lavoratori a un’agenzia di somministrazione, 8 a un’impresa edile e lasciando alle sue dirette dipendenze soltanto una decina di lavoratori. «Proprio la situazione dei lavoratori impiegati direttamente dalla Modus rappresenta un forte segnale di allarme rispetto alla tenuta complessiva dell’appalto. Da diversi mesi, infatti, non vi è nessuna regolarità nei tempi di pagamento degli stipendi, gli impegni presi in riunioni sindacali vengono puntualmente smentiti alla prova dei fatti e da diversi anni ai lavoratori non vengono versate le quote di previdenza complementare spettanti. Vi sono inoltre problemi a reperire materiali di consumo per le manutenzioni ordinarie e grosse difficoltà a vedersi assegnato il vestiario consono alle attività».
D’Ignazio accenna poi a voci secondo cui la Modus sarebbe «in sofferenza anche nei pagamenti alle ditte subappaltatrici». Per questo chiede alla Asl di verificare la situazione e farsi garante della tenuta dell’appalto. «Non saranno tollerati ulteriori ritardi e inadempimenti» nè «eventuali problemi nei confronti degli altri lavoratori». Il sindacalista ricorda che «i lavoratori finora hanno mostrato un alto senso di responsabilità (a esempio lavorando nelle festività natalizie nonostante il mancato pagamento della tredicesima nei tempi dovuti) in virtù della consapevolezza di quanto delicato sia il proprio lavoro, ma non è pensabile continuare a sfruttare questo senso di responsabilità».