In tanti alla messa per Coclite

A Montorio la celebrazione per ricordare il 59enne operaio vittima del crollo
MONTORIO. «C’è grande dolore in tutta la comunità che è in lutto. Queste circostanze ci colgono impreparati e con il cuore che si ribella, ma siamo qui a stringerci in questo dolore e a pregare per l’anima di Luigi, per quanti ora sono privi del suo affetto e del suo sostegno e per la mamma, perché la morte di un figlio è insanabile. Montorio si stringe, soffre, prega per lui con la speranza che un giorno potremo riabbracciarlo». Sono cariche di significato e di emozione le parole dell’omelia di don Paolo Di Domenico pronunciate nella messa celebrata ieri sera nell'ex convento delle suore in suffragio di Luigi Coclite, il 59 enne operaio specializzato nella guida di mezzi pesanti originario di Montorio che venerdì scorso è morto insieme ad altri colleghi, nel crollo del cantiere Esselunga a Firenze dove si trovava a scaricare il calcestruzzo. Il funerale non è stato ancora fissato perché la salma resta a disposizione dell’autorità giudiziaria in attesa dell’autopsia, ma il fratello Marco, parenti, amici e concittadini si sono stretti numerosi per pregare per Luigi che in paese era benvoluto da tutti, nonostante mancasse da circa trent’anni, da quando si era trasferito a Vicarello di Collesalvetti in provincia di Livorno. Commozione e un rispettoso silenzio di una comunità scossa. «Non possiamo sfuggire alla morte e al nostro destino», ha detto ancora don Paolo, «Luigi ha preso la sua croce e ha seguito il Signore che porterà la vita eterna».(red.te.)

