In tanti con la banda per l’addio alla rom

I funerali di Elena Di Rocco: cerimonia in ritardo in attesa dell’arrivo di un fratello dal carcere
GIULIANOVA. Erano moltissimi i rom, tra parenti e amici, che ieri mattina hanno partecipato ai funerali di Elena Di Rocco, la 43enne giuliese morta venerdì scorso a Campli, in seguito a un violentissimo impatto tra l’auto guidata dal fratello (che stava fuggendo dai carabinieri perché aveva obbligo di dimora nel suo Comune di residenza, Giulianova) con un’altra autovettura con a bordo una famiglia di tre persone. I funerali, previsti alle 11 nella chiesa di San Gabriele all’Annunziata, hanno avuto inizio con più di due ore di ritardo, perché i familiari della donna hanno voluto attendere l’arrivo di uno dei fratelli, detenuto nel carcere di Teramo. Elena Di Rocco, figlia di Fiorello, morto anche lui l’anno scorso, era molto conosciuta nel quartiere Annunziata, tanto che molti residenti, non rom, hanno voluto partecipare alla funzione religiosa. Anche i compagni di scuola dei figli della 43enne (il più piccolo frequenta l’asilo, mentre gli altri quattro frequentano elementari e medie) si sono recati in chiesa ma, visto che il corteo funebre, preceduto dalla banda, è arrivato alle 13,15, in molti non sono rimasti a messa. Anche il parroco don Ennio Di Bonaventura ha aspettato pazientemente l’arrivo del corteo e poi ha celebrato la funzione religiosa con la chiesa gremita dai parenti arrivati da molte città del circondario. Secondo l’esame autoptico effettuato sul corpo della vittima, predisposto dal pm Luca Sciarretta, la donna sarebbe morta a causa dei forti traumi riportati in seguito allo scontro, che l’aveva sbalzata fuori dall’abitacolo dalla Lancia Y. Gli altri tre rom all’interno della stessa Lancia Y hanno riportato ferite curabili in 15 giorni. Anche i tre della famiglia a bordo dell’altra auto, padre, madre e la figlia adolescente, non sono in condizioni gravi. L’impatto è avvenuto nella zona industriale di Floriano di Campli: la Lancia Y procedeva a forte velocità perché poco prima, il conducente, che avrebbe dovuto trovarsi nella sua abitazione, aveva avvistato una pattuglia di carabinieri. In una curva sulla Sp 17 però, la Lancia Y si è scontrata con l’autovettura della famiglia proveniente dal senso di marcia opposto. (m.t.)
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