In tanti per l’ultimo saluto al pediatra Quintiliani

Ai funerali del medico anche molti dei pazienti seguiti da piccoli e diventati adulti Sull’altare il ricordo del figlio Giambattista: «Il tuo esempio ci guiderà sempre»
TERAMO. Le parole del figlio Giambattista a ricordarlo sull’altare e i pensieri commossi dei tanti che, nel rispetto delle norme anticovid, ieri pomeriggio si sono ritrovati nella chiesa del Cuore Immacolato di Maria per l’ultimo saluto a Eugenio Quintiliani.
Lo storico pediatra teramano è morto a 83 ani stroncato in pochi mesi da una malattia aggressiva quanto veloce nella sua evoluzione. A salutarlo per l’ultima volta ieri pomeriggio c’erano anche i tanti pazienti che nel corso degli anni sono diventati uomini e donne e che non hanno esitato da genitori a rivolgersi a lui per i propri figli. «Perché per papà», ha ricordato il figlio in chiesa, «la pediatria è stata una ragione di vita».
Era stato così da quando negli anni sessanta da giovane medico appena laureato a Bologna era arrivato a Modena per diventare uno degli allievi di Giovanni Battista Cavazzuti, storico nome di una scienza all’epoca ancora nuova per la medicina. Da lui, ripeteva sempre, aveva imparato che «ai bambini bisogna sempre parlare con gli occhi». Per oltre 40 anni è stato medico ospedaliero, primario e direttore di neonatologia.
Fin quando ha potuto è rimasto in servizio alla Asl facendo ricorso a tutte le proroghe previste dalle normative in materia di pensionamenti. E anche dopo la pensione ha continuato a visitare ogni giorno nel suo studio di via Quartapelle. Qui, per volontà della famiglia, è stata allestita la camera ardente dove nella giornata di martedì in tantissimi sono entrati per salutare il medico dei bambini. «Riusciva a tranquillizzare anche il genitore più agitato», ha ricordato un papà sui social, «lo faceva con il cuore e la sapienza di chi sa sempre quello che dice». Dopo i funerali la salma è stata tumulata nel cimitero di Tortoreto.(d.p.)
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