In tanti per l’ultimo saluto all’avvocato Gliatta

Nella chiesa dell’Assunta i funerali del 46enne professionista deceduto in un incidente stradale
ROSETO. Circa 200 persone tra amici, parenti e colleghi avvocati hanno partecipato ieri mattina nella chiesa di Santa Maria Assunta al funerale di Giuseppe Gliatta, il 46enne avvocato originario di Foggia e con uno studio legale anche a Roseto, città dove viveva con la moglie Francesca D’Emilio, morto una settimana fa in un incidente sulla Teramo-mare nel tratto di Notaresco con la sua moto. In prima fila i genitori Domenico e Carmela, la sorella Angela e la moglie Francesca, con la quale era sposato da circa 8 anni. «Un uomo serio e rispettoso», ha ricordato don Pietro nell’omelia, «molto legato alla moglie Francesca con la quale veniva spesso qui in chiesa a trovarmi, avendo lo studio qui di fronte». La famiglia insieme a Francesca ha deciso di devolvere le offerte proprio al restauro della chiesa di Santa Maria Assunta. Gliatta si divideva tra il suo studio a Bologna, essendo iscritto al foro bolognese, e l’altro studio a Roseto. Nel processo in corso per il rischio inquinamento dell’acqua del Gran sasso rappresentava alcune amministrazioni locali che si sono costituite parte civile. «Negli ultimi due anni», dice un’amica di Francesca, «stavano spesso a Bologna. Francesca lo seguiva sempre, è una donna forte, e in questo momento è lei che dà forza agli altri». Se sulle cause della morte non ci sono dubbi dopo l’autopsia effettuata dall’anatomopatologo Rosanna Zamparese su incarico del pubblico ministero Francesca Zani, che ha confermato il decesso a causa dei traumi riportati nell’incidente ed escludendo dunque un malore fatale, sulla dinamica dell’incidente continuano le indagini da parte della polizia stradale. Si sospetta infatti che ci possa essere stato il coinvolgimento di un mezzo, anche se mancano i testimoni. (l.v.)
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