In un anno 251 lavoratori in più ma pesa il rincaro dei materiali

Il bilancio del presidente dell’Aniem provinciale: «Lavori post sisma e superbonus fanno da traino» Appello per trovare manodopera: «Mi rivolgo ai giovani, il contratto del settore è tra i migliori»
TERAMO. L'edilizia vive un forte momento di rilancio. I super bonus, le risorse del Pnrr, la ricostruzione post sisma, sono i maggiori fattori di traino per un settore che però deve fare i conti con criticità significative: dalla carenza di manodopera al caro materiali fino a taluni freni burocratici.
Enzo Marcozzi, presidente dell'Aniem Teramo (l’associazione nazionale imprese edili), traccia un bilancio dell'anno che si sta per chiudere provando a capire cosa il settore dovrà aspettarsi dal 2022. «Quello che finisce è stato un anno paradossale», dice, «da un lato grande fermento legato ai lavori del superbonus, alla ricostruzione che finalmente ha preso piede e ai prossimi lavori pubblici del Pnrr; dall’altro lato ci troviamo ad affrontare dinamiche di mercato incontrollate che mettono a rischio quel contesto favorevole in cui le nostre imprese sperano fortemente. Mi riferisco al caro prezzi, al problema dell’approvvigionamento dei materiali e alle difficoltà di reperire manodopera, non solo quella qualificata». Un fermento che si traduce in numeri che sicuramente lasciano ben sperare. «Dai dati della nostra Edilcassa», continua, « emerge che la massa salari è aumentata mediamente del 24% nella nostra provincia e nella regione, passando dai 56 milioni di euro del 2020 ai 71 milioni del 2021; i lavoratori attivi denunciati presso il nostro ente sono aumentati di 1095 unità in Abruzzo, di cui 251 in provincia di Teramo».
Grandi le attese e le aspettative che si hanno sulla ricostruzione, soprattutto dopo i nuovi indirizzi del commissionario Giovanni Legnini. «Grazie all’introduzione di norme mirate e al lavoro dell’Ufficio speciale, la ricostruzione è finalmente partita», dice, «nell’ultimo anno sono state presentate un terzo delle richieste di contributo complessive e questo non può che farci piacere. Purtroppo con la presentazione delle pratiche iniziano anche i problemi per le imprese. Ci saremmo aspettati qualcosa in più dall’ordinanza “imprese”, in particolare l’erogazione dei Sal con modalità meno penalizzanti. Inoltre pur apprezzando lo sforzo del commissario nel riconoscere l’aumento del contributo pubblico pari al 6% per noi la misura è insufficiente». È evidente che in questo momento la presenza dei superbonus è un traino per il settore. «Se l’edilizia sta trainando buona parte della ripresa economica è soprattutto grazie agli incentivi fiscali con i numeri dell’Agenzia nazionale Enea chiarissimi», aggiunge, « In Abruzzo, al 30 novembre 2021, sono oltre 435 milioni gli investimenti ammessi a detrazione e di questi il 63% riguarda lavori già realizzati. Lavori di tutte le taglie: nei condomini l’investimento medio è di circa 600mila euro mentre nelle unifamiliari circa 110mila». Pesa il caro materiali. «Il rincaro dei prezzi non è più sostenibile e le previsioni parlano di numeri ancora peggiori per il 2022», dice Marcozzi, «il decreto compensazioni di novembre sui lavori pubblici è solo uno specchietto per le allodole: i prezzi rilevati dal ministero sono scollegati dalla realtà del mercato. Chiediamo, oltre ad un’integrazione e ad un aggiornamento delle voci, anche una svolta politica. Sulla manodopera voglio fare un appello ai giovani perché si avvicinino all'edilizia, ricordando che il contratto di lavoro del settore è tra i migliori in assoluto». Per il 2022 Marcozzi si aspetta «tanto lavoro ma altrettante criticità. Chiediamo punti fermi sui bonus fiscali: non è tollerabile una normativa che subisce continue modifiche. Sulla ricostruzione privata post sisma bene la proroga dei bonus al 2025, ma deve essere strutturale per evitare discriminazioni tra una pratica approvata in tempo ed una no. D’accordo infine con il commissario Legnini nel legare gli incentivi al miglioramento sismico dell’edificio».
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