In un anno quasi 400 morti Maglia nera a Castiglione

Resta il centro della provincia con la mortalità più alta rispetto alla popolazione anche se nella seconda ondata ha avuto una sola vittima sulle 15 complessive
TERAMO. Per la prima volta dall’inizio della pandemia c’è un numero complessivo dei morti per Covid in provincia di Teramo. Il documento della Asl di cui il Centro è venuto in possesso è aggiornato al 28 febbraio scorso, quindi il dato finale di 354 vittime è da aggiornare con i morti residenti nel Teramano del mese di marzo, ma su questi al momento non è possibile avere certezze: ripercorrendo a ritroso le nostre pagine, dall’inizio di marzo a ieri risultano – dai report della Asl – 23 deceduti. Si può dire, dunque, che in questo momento ci si sta avvicinando alla soglia dei 400 morti. Essendo il totale abruzzese arrivato a 1.883, il dato teramano corrisponde a circa un quinto delle vittime totali in regione.
Analizzando i dati assoluti per comune, Teramo stacca nettamente gli altri centri ma la cosa non può sorprendere essendo il capoluogo di gran lunga il comune più popoloso. Se si va a guardare il rapporto tra vittime e abitanti, tra i centri più popolosi quelli messi peggio sono nell’ordine Atri, Silvi e Giulianova, mentre curiosamente l’indice di mortalità più basso si registra a Tortoreto, comune finito da ieri in zona rossa. Allargando il campo a tutti i 47 comuni della provincia, il triste primato dei morti rispetto alla popolazione resta a Castiglione Messer Raimondo, il centro della Val Fino che durante la prima ondata è stato il luogo-simbolo della pandemia: tra marzo e maggio sono morti 14 castiglionesi, a cui si è aggiunta una quindicesima vittima durante la seconda ondata. L’indice che ne deriva, di una vittima ogni 143 abitanti, è di gran lunga il più alto del Teramano. La confinante Castilenti ha il secondo indice di mortalità più alto, avendo avuto sei morti.(d.v.-l.t.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

