In volo da Dubai per farsi operare ad Atri

24 Luglio 2018

Paziente originaria di Silvi torna per un intervento alla tiroide nella chirurgia del San Liberatore

ATRI. Da Dubai ad Atri per farsi curare dal tandem endocrinologia-chirurgia del San Liberatore. E’ accaduto la settimana scorsa, una paziente di 24 anni originaria di Silvi, ma che da tempo risiede e lavora a Dubai, non ha esitato a prendere l’aereo per farsi operare all’ospedale di Atri per un nodulo tiroideo. E così la giovane, operata giovedì scorso, è stata dimessa sabato.
Alfonso Prosperi, aiuto del reparto di chirurgia del San Liberatore, diretto da Nicodemo Saggese, conferma che «la paziente ha fatto controllo endocrinologico in cui le è stato consigliato un intervento chirurgico per nodulo tiroideo che aveva cellularità sospetta. E lei ha voluto operarsi qui per poi tornare al lavoro per fine luglio».
Il medico sottolinea che una delle specializzazioni del reparto è proprio la chirurgia dei noduli alla tiroide: «Abbiamo da anni ormai uno stretto rapporto con il dottor Bruno Raggiunti (il primario dell’endocrinologia ad Atri, ndr): noi svolgiamo la parte chirurgica del suo lavoro. E abbiamo un’ottima statistica: 50 interventi di questo tipo dall'inizio dell'anno. Ci specializziamo anche in centri di riferimento nazionale come Pisa, Forlì e Modena».
Non solo esperienza e formazione, ma anche tecnologia. «Abbiamo una tecnologia Nim che ci permette di identificare e monitorizzare il nervo ricorrente, per cui si evita la sua lesione, che è la complicanza più antipatica. La lesione monolaterale determina la disfonia (cioè un abbassamento della voce, ndr) e quella bilaterale la paralisi delle corde vocali, che spesso necessita di tracheostomia». La patologia nodulare della tiroide è molto frequente, soprattutto da quando con l’ecografia evidenzia un 20-25 % di noduli non palpabili. Del totale, un 20% viene inviato al trattamento chirurgico ed il restante 80% viene assegnato alla gestione medica .
Ovviamente il reparto non si occupa solo di patologie tiroiddee, «ma anche di chirurgia addominale, fra cui la chirurgia laparoscopica al colon, e la chirurgia oncoplastica della mammella, cioè non solo demolitiva ma ricostruttiva. Abbiamo il miglior indice di operabilità di tutta l'azienda, cioè su 100 pazienti ne operiamo 88, evitando in gran parte i ricoveri impropri, il tallone di Achille di tutte le aziende». (a.f.)
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