Inaugurato il centro per ragazzi autistici Ne ospiterà fino a 40

24 Settembre 2016

Il diurno aperto a Sant’Atto colma un vuoto nel territorio Paolucci e Fagnano annunciano altri sostegni alle famiglie

TERAMO. Mai inaugurazione fu tanto attesa. E quella del centro diurno per i disturbi dello spettro autistico è avvenuta. La struttura a un piano, nell’area del centro iperbarico di Sant’Atto, ieri mattina è stata benedetta dal vescovo Michele Seccia e tenuta a battesimo dall’assessore regionale alla sanità Silvio Paolucci.

La presidente del Cireneo, che gestirà il centro (così come altri quattro, a Vasto e Lanciano) spiega che vi si praticherà «un’attività prettamente riabilitativa attraverso un modello di provata efficacia», sottolinea Germana Sorge, «con 10 figure professionali, dal neuropsichiatra infantile, allo psichiatra, a psicologi, educatori, tecnici della riabilitazione psichiatrica, logopedisti, assistenti sociali, Oss». Funzionerà di mattina e pomeriggio, i posti accreditati sono 20, ma si potrà arrivare a trattare fino a 40 ragazzi in quanto gli orari di alcuni pazienti non sono completi. Il direttore del dipartimento di medicina territoriale della Asl, Valerio Profeta, spiega che il centro ospiterà ragazzi autistici dai 14 ai 21 anni, mentre l’altro centro semiresidenziale da tempo in attività a Porta Romana tratta bambini da pochi mesi a 13 anni.

«E’ un traguardo importante, quello che tagliamo oggi, che riguarda tanti ragazzi», commenta Paolucci, «una sfida vinta che ora rilanciamo verso altri obiettivi. E’ un pezzo dell’emergenza assistenziale del futuro, dei più fragili, dei cronici: sono cittadini che vogliamo accompagnare in un lungo percorso assistenziale».

Una disponibilità, quella della Regione, sottolineata dal direttore generale della Asl Roberto Fagnano che ha parlato di un’apertura «avvenuta in ritardo perchè la complessità delle procedure in Italia non consente tempi rapidi» ma anche di un sostegno della normativa nazionale e della Regione: «io credo che il suo contributo ora vada esteso ad altri centri della provincia in un percorso di vicinanza alle famiglie». Fagnano anticipa che è in previsione un servizio di assistenza domiciliare in Val Vibrata, con l’università dell’Aquila, per una decina di famiglie. «Lo facciamo con il cuore per le famiglie che vivono un percorso di dolore e angoscia», osserva.

E le famiglie ringraziano, ma aspettano che la struttura sia a regime per tirare un sospiro di sollievo. In primis perchè l’apertura del centro è stata annunciata per lunedì, ma in realtà lo sarà solo per pochi. Lo ha chiarito ieri Profeta: coloro che prima erano costretti ad andare tutti i giorni all’Aquila, cioè tre ragazzi, o a Pescara, due di Martinsicuro, con un semplice certificato del medico già lunedì potranno accedere al centro. Gli altri dovranno presentare la documentazione alla Asl, sottoporsi a una valutazione e poi avranno l’autorizzazione. Ritenuto marginale, in questa fase, dalle famiglie il problema del trasporto, finora svolto dal Comune di Teramo con un contributo degli utenti. Bisogna capire se sarà svolto dal Cireneo o se dovrà intervenire il Comune, comunque sia l’assessore Eva Guardiani, presente ieri alla cerimonia, ha assicurato la massima collaborazione. «Siamo soddisfatti dell’apertura di questa struttura», commenta Dario Verzulli di Autismo Abruzzo onlus, «ma non ci si può fermare qui. Dopo i 21 anni del ragazzo autistico che succede? Non c’è più niente. Diciamo che siamo a un quarto delle necessità: c’è un fabbisogno conosciuto ma nascosto». E in effetti Profeta conferma: le stime della popolazione coinvolta sono vecchie e parziali, tant’è che sono in via di ridefinizione. La supposizione è che in provincia ci siano almeno un centinaio di soggetti con disturbi dello spettro autistico.

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