«Incarichi anche a giovani professionisti»

TERAMO. Trasparenza e più spazio ai giovani. Sono queste le richieste presentate dall’ordine degli ingegneri ai Comuni per l’affdamento degli incarichi professionali. L’organismo di categoria...
TERAMO. Trasparenza e più spazio ai giovani. Sono queste le richieste presentate dall’ordine degli ingegneri ai Comuni per l’affdamento degli incarichi professionali. L’organismo di categoria guidato da Alfonso Marcozzi ha riunito nella propria sede di corso Cerulli una quindicina tra sindaci, assessori e dirigenti degli uffici tecnici dei principali centri della provincia per discutere con loro delle misure suggerite allo scopo di rendere più equa e chiara la gestione dei compiti affidati a figure professionali esterne agli enti. La prima sollecitazione rivolta a tecnici e amministratori che hanno risposto all'appello riguarda i giovani ingegneri. L’ordine ritiene opportuno che, negli avvisi pubblici per l’affidamento di incarichi al di sotto dei 40mila euro di importo, ad un professionista già rodato ne venga affiancato uno alle prime esperienze lavorative. «Questo consentirebbe ai giovani professionisti di maturare esperienze che arricchirebbero i loro curriculum», sottolinea Marcozzi, «e gli consentirebbe di avere maggiori opportunità lavorative».
L’affiancamento e la maturazione di competenze specifiche sarebbe, a detta del presidente degli ingegneri, l’antidoto più efficace contro il clientelismo e l’emarginazione dei professionisti che si avviano all'attività. La formula della compresenza di tecnici con diversi livelli di esperienza è stata già adottata dalla Regione, che nell’incontro di lunedì pomeriggio era rappresentata dal capogruppo del Pd Sandro Mariani, e dal Comune di Teramo, rappresentato dall’assessore ai lavori pubblici Giorgio Di Giovangiacomo e dal dirigente Remo Bernardi.
Per l’ordine, però, è fondamentale anche il secondo aspetto messo sotto i riflettori: quello della trasparenza. L’organizzazione di categoria ritiene indispensabile la massima chiarezza nei criteri di selezione dei tecnici a cui vengono affidati incarichi applicando anche le disposizioni normative che impongono la rotazione tra i professionisti abilitati. «È necessario dare l’opportunità a tutti di lavorare allargando la partecipazione», conclude Marcozzi, «non affidandosi sempre alle stesse persone». (g.d.m.)
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