Incarico contestato, è scontro in Comune

9 Gennaio 2024

L’opposizione: lavoro affidato al consigliere Cardinale, si dimetta. La replica: non c’è incompatibilità

TORTORETO. L’opposizione di Tortoreto chiede la testa del consigliere di maggioranza Lanfranco Cardinale per conflitto d’interesse. Lui, però, respinge le accuse al mittente e replica: «Nessuna incompatibilità». A sollevare il caso sono la capogruppo di “Tortoreto Più” Libera D’Amelio e i consiglieri Martina Del Sasso e Mauro Di Bonaventura che chiedono le dimissioni del rappresentante della maggioranza per incompatibilità con prestazioni professionali fornite come architetto. «Cardinale avrà la buona creanza di spiegare per quale ragione, nel pieno delle sue funzioni di consigliere comunale e anche provinciale, riceveva l’incarico per lavori nella chiesa di San Biagio a Leognano frazione di Montorio», affermano. «per cui sorge il sospetto che anche per altri incarichi possano profilarsi criticità serie, contravvenendo, sembrerebbe, a quanto previsto dal Testo unico degli enti locali».
A detta dell’opposizione «Cardinale, titolare di un ufficio pubblico nell’ambito del territorio dallo stesso amministrato e sul quale effettuava un controllo e vigilanza, avrebbe svolto attività professionale privata potenzialmente conflittuale con l’ente territoriale: avrebbe dovuto astenersi dall’assumere quell'incarico». Per i consiglieri, al di là dell’esito della vicenda, «resta l'amara constatazione di come la cosa pubblica sia svilita nella sua alta e nobile funzione». Immediata la replica del consigliere comunale e provinciale. «Partiamo dalla pecunia: a Montorio ho avuto un incarico dall’amministrazione comunale per sistemare la chiesetta di San Biagio a Leognano per settemila euro, lordi ovviamente», tiene a chiarire, «non starò a elencare i numerosi lavori che svolgo fuori dall’Abruzzo e quindi al di fuori di ogni influenza e nemmeno mi appello al mio curriculum professionale».
Cardinale ritiene che dal punto di vista giuridico non c’è alcuna incompatibilità tra il ruolo di consigliere provinciale e quell’impegno professionale. «Anche da delegato dell’amministrazione guidata dal presidente Diego Di Bonaventura mi occupavo di viabilità gratuitamente e in ogni caso, come faccio sempre, mi sono premurato di verificare che non ci fossero motivi ostativi», evidenzia, facendo riferimento a «una strana alleanza che cerca di minare chi lavora, fa professione, ha meriti professionali e presta alla politica la sua reputazione». Cardinale non nasconde il proprio disappunto. «Mi dispiace più sul piano personale che su quello politico», sottolinea, «provo un po’ di rammarico ma non è questa la preoccupazione più grande: che futuro può avere un Paese che vive di trame e vendette?». Il consigliere si dice comunque «pronto a rendere conto». (a.d.p.)