Incendio al Cirsu, c’era benzene nell’aria

Trovato nelle analisi dell’Arta dopo il focolaio del 31. I carabinieri indagano per capire la provenienza
NOTARESCO. Si arricchisce di un altro colpo di scena l’inchiesta sul Cirsu, relativo all’incendio scoppiato il 31 gennaio scorso nei capannoni dell’impianto di Grasciano. L’Arta Abruzzo ha reso pubblici i risultati delle analisi su quattro campioni di aria prelevati in occasione dell’incendio. Solo nelle vicinanze del focolaio la concentrazione di idrocarburi è risultata particolarmente elevata e il benzene è risultato pari a 13 particelle per milione. «Sulla base delle evidenze analitiche la situazione di criticità ambientale può ritenersi limitata ai pressi del focolaio e conclusa con lo spegnimento del rogo», si legge nella nota del direttore del distretto provinciale dell’Arta Virginia Lena.
Nessun allarme ambientale, dunque. Ma c’è da rispondere a una domanda basilare. Una simile quantità di benzene, un idrocarburo aromatico monociclico perchè era presente in un deposito di rifiuti urbani? Su questa pista si stanno muovendo gli inquirenti. Il benzene va considerato come un rifiuto speciale e pericoloso. È un solvente molto usato nell'industria chimica; è stato anche impiegato per la sintesi di varie medicine, di materie plastiche e di alcuni coloranti. E viene anche prodotto per combustione incompleta di composti ricchi in carbonio: ad esempio, è prodotto naturalmente nei vulcani o negli incendi di foreste, ma anche nel fumo delle sigarette o comunque a temperature superiori ai 500 gradi. Le indagini sono svolte dai carabinieri della compagnia di Giulianova, agli ordini del maggiore Vincenzo Marzo, che peraltro per oltre 8 anni ha prestato servizio alle dipendenze del comando carabinieri per la tutela dell’ambiente di Roma e ha comandato il Noe di Ancona.
Nel caso dell’incendio del 31 (c’è stata una replica di minori dimensioni nella notte fra venerdì e sabato scorsi) le fiamme sono partite dalle tonnellate di rifiuti ammassate nel capannone di pre-trattamento dell'impianto in cui da mesi, dopo l’ordinanza della Regione, non ci sono più conferimenti. Spiegano i vigili del fuoco che a provocare le fiamme potrebbe essere stato un fenomeno di fermentazione. Ovvero un procedimento che produce biogas, composto da metano, idrogeno solforato ed altre forme gassose.
Intanto per sabato alle 9,30 un comitato ha indetto una manifestazione davanti all’impianto Cirsu «per difendere lavoro, salute legalità e lavoro». (a.f.)
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