Inchiesta sui contagi di primavera Altri accertamenti

La Procura dispone ulteriori indagini per lesioni colpose Già interrogate decine di persone informate sui fatti
TERAMO. Nei giorni cupi dei contagi senza fine di una seconda ondata sempre più devastante, la Procura aggiunge un altro tassello all’inchiesta sui contagi avvenuti all’ospedale Mazzini nella prima ondata, quella di marzo. I pm titolari del fascicoli, Davide Rosati e Stefano Giovagnoni, dopo aver visionato tutta la documentazione e le testimonianze messe insieme dagli uomini del nucleo di polizia economico finanziaria della guardia di finanza (delegata alle indagini) hanno disposto nuovi accertamenti.
La Procura da aprile indaga per lesioni colpose e procede contro ignoti visto che al momento non risultano indagati. In particolare, così come stabilito dall’articolo 590 del codice penale, la Procura indaga per fatti commessi con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro. Per il momento non dovrebbero aggiungesi altre ipotesi. Quello che inizialmente è stato un fascicolo aperto a modello 45 (ovvero senza ipotesi di reato né indagati) oggi ha preso forma e sostanza con le acquisizioni di atti e documentazione varia sui contagi registrati tra febbraio e marzo tra il personale e i malati del Mazzini e con le decine di testimonianze di persone informate sui fatti. L’obiettivo dell’autorità giudiziaria è quello di verificare l’applicazione di tutte le normative relative alla sicurezza e di verificare una ipotetica violazione di disposizioni e protocolli. Obiettivo che perseguono molte altre Procure italiane che indagano sull’emergenza Covid della prima ondata, a cominciare da quelle di molte località del nord Italia, in particolare con i contagi nelle Rsa. È ipotizzabile che in questo fascicolo siano confluiti anche gli esposti preannunciati all’epoca da alcuni familiari di pazienti contagiati durante i ricoveri (sempre nella prima fase dell’emergenza sanitaria). In queste ore l’autorità giudiziaria sta firmando le prime deleghe per l’acquisizione di ulteriore documentazione e certificazioni a cui, così come avviene sempre, si affiancherà ancora l’audizione di altre persone informate sui fatti che saranno ascoltate nell’ambito della prima fase di ricostruzione degli eventi che si sono susseguiti.
E non è da escludere che, vista la complessità della situazione, la Procura decida – una volta ultimati tutti gli accertamenti disposti – di affidare una consulenza proprio per verificare il rispetto di tutte le normative di sicurezza previste proprio nell’ambito di una emergenza sanitaria.
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