Inchiesta sul concorso, la Finanza alla Asl

9 Gennaio 2019

Sequestrata la documentazione sulla selezione (poi annullata) per primario di chirurgia vascolare

TERAMO. Entra nel vivo, con il sequestro degli atti, l’inchiesta aperta dalla Procura teramana sul concorso indetto dalla Asl (e di recente annullato) per scegliere il primario di chirurgia vascolare all’ospedale Mazzini.
Lunedì, su delega del pm Davide Rosati che è il titolare del fascicolo, i finanzieri del nucleo di polizia territoriale ed economica del comando provinciale delle Fiamme gialle hanno fatto le acquisizioni richieste negli uffici dell’azienda sanitaria. Nel fascicolo si ipotizza l’ipotesi di reato di falso, per ora a carico di ignoti. L’inchiesta è stata aperta in seguito ad un dettagliato esposto presentato da uno dei medici candidati e, successivamente al fascicolo giudiziario, la Asl ha deciso di annullare il concorso. La decisione del direttore generale della Asl Roberto Fagnano ha fatto seguito a quella della commissione esaminatrice che, aveva dichiarato all’epoca lo stesso Fagnano «non ha ritenuto di valutare la casistica operatoria come riverificata dall Asl, verifica che si è resa necessaria a seguito dell'esposto di uno dei candidati e che aveva condotto alla conclusione che tutte e tre le casistiche, in misura diversa, erano sbagliate». L’esposto citato da Fagnano è quello presentato da Walter Di Nardo, primario facente funzione del reparto. Al termine della selezione, infatti, il primo classificato nella terna di nomi in cui il direttore generale, per legge, deve scegliere il primario, è stato l’ex segretario regionale dell’Anaao Filippo Gianfelice, seguito dai due chirurghi che negli anni si sono alternati come primario facente funzione, Di Nardo e Antonio Villani. E le imprecisioni nelle casistiche – accertate dalla Asl – potrebbero aver influenzato la valutazione finale. A dirimere l’intricata situazione non è riuscita nemmeno la commissione esaminatrice, che, richiamata dalla Asl dopo l’esposto, ha ripreso in mano tutti i documenti. Il concorso annullato, dunque, ora dovrà essere bandito nuiovamente. Intanto c’è l’inchiesta giudiziaria che dovrà chiarire la regolarità delle procedure seguite. Non è escluso che la Procura, una volta acquisito tutto, decida di affidare una consulenza.(d.p.)
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