Inchiesta sulla discarica: fuori Gerardini e Carpegna

13 Dicembre 2022

Atri, c’è l’archiviazione per l’ex dirigente regionale e un ex direttore generale Nel nuovo avviso di conclusione del pm entrano due funzionari comunali

ATRI. L’ex dirigente regionale del servizio rifiuti Franco Gerardini esce dalla nuova inchiesta in corso sulla discarica di Atri, quella sulla bonifica. Dopo il primo avviso di conclusione del mese di giugno, a fine ottobre il pm Silvia Scamurra ha firmato un nuovo avviso di conclusione delle indagini stralciando le posizioni di Gerardini e di Carla Carpegna, quest’ultima nella sua qualità di direttore generale facente funzioni del consorzio Piomba Fino dal 13 gennaio a marzo 2016. Per Gerardini (assistito dall’avvocato Francesco Mastromauro), qui nella sua veste di direttore generale del consorzio fino al 13 gennaio 2016, e per Carpegna il pm ha chiesto l’archiviazione che è stata accolta dal gip Lorenzo Prudenzano.
L’indagine è quella sulla presunta mancata bonifica dell’area del vecchio e nuovo invaso e di Fosso Portella e i fatti contestati vanno dal 2015 ad oggi con la Procura che contesta il mancato rispetto delle norme previste dal testo unico ambientale (l’articolo 257 del decreto legislativo 152 del 2006) con accuse tutte da provare. Restano indagati, così come già emerso nel primo avviso, l’ attuale sindaco di Atri Piergiorgio Ferretti; l’ex primo cittadino Gabriele Astolfi; Nicola Frattura, direttore generale del consorzio dal 18 marzo al 5 dicembre 2016. Con loro ci sono i commissari straordinari che si sono susseguiti nella gestione del consorzio: Laura D’Alessandro, dal 15 novembre 2017 al 13 gennaio 2021; Alessandro Italiani dal dicembre 2016 al 13 gennaio 2021; Nico Carusi, attuale consigliere comunale di minoranza a Tortoreto, commissario per pochi giorni dall’11 settembre al 17 settembre del 2020 (ci fu un ricorso al Tar) e Dario Ciamponi, funzionario regionale, commissario dal 14 gennaio al 13 luglio 2021. Nel nuovo avviso di conclusione il pm ha aggiunto i nomi di Gino Marcone, nella sua qualità di responsabile del settore lavori pubblici ed ambiente del Comune di Atri fino al 1° agosto del 2019 e di Francesco Ranieri, responsabile del settore lavori pubblici ed ambiente del Comune di Atri dal 25 settembre 2019. Così scrive il pm nell’avviso in relazione a tutti gli indagati: «Essendosi verificato il superamento dei valori delle concentrazioni soglia di contaminazione per le acque sotterranee, era stato avviato il procedimento con approvazione da parte del Comune, sin dall’anno 215, di un piano di caratterizzazione con prescrizioni, non provvedevano alla relativa attuazione, così compromettendo la stessa possibilità di un progetto di bonifica».(d.p.)
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