Inchiesta tangenti Il Comune ha scelto: sarà parte civile

Mastromauro polemico: «La nostra città è parte lesa Ecco perché abbiamo preso questa decisione»
GIULIANOVA. Il Comune di Giulianova ha deciso di costituirsi parte civile nel processo Castrum, l’inchiesta sulle presunte tangenti che vede come principale imputata l’ex dirigente comunale Maria Angela Mastropietro. Il provvedimento è stato deliberato ieri dalla giunta municipale che ha incaricato l’avvocato del Comune Michele Del Vecchio, di avviare la procedura legale. Lo ha comunicato il sindaco Francesco Mastromauro, il quale ha tenuto a specificare che la decisione dell’ente non è dipesa dalle sollecitazioni in tal senso che nei giorni scorsi sono arrivate da esponenti dell’opposizione, come il consigliere del Cittadino Governante Franco Arborettti, ma anche dal Pd, partito di maggioranza. «Questa amministrazione», dichiara il primo cittadino, «sarà parte civile nel processo che verrà celebrato non perché qualcuno lo abbia chiesto ma in quanto è un atto dovuto giacché è parte lesa». Mastromauro ribadisce che si tratta di «una vicenda triste e dolorosa per la città», ma insiste soprattutto sul concetto della sua estraneità all’inchiesta, in una polemica tutta di stampo politico. «Sulla scorta delle dichiarazioni rilasciate dal procuratore della Repubblica», aggiunge, «tanto il sindaco quanto gli amministratori sono estranei a quanto accaduto. Come peraltro dimostrato dal rinvio a giudizio nel quale non compare il nome né del sottoscritto né degli assessori, ma al contrario il Comune è individuato, come già sottolineato, parte lesa. E però tutti coloro che di questa vicenda hanno parlato e più spesso sparlato, prospettando responsabilità da parte nostra che non esistono e sfruttandola a fini propagandistici, forse persino con disappunto hanno dovuto prendere atto che nessun addebito ci è stato mosso. Però se ne sono guardati bene dal sottolinearlo».
Il processo sulle tangenti si svolgerà con il giudizio immediato, saltando la fase dell’udienza preliminare, almeno per le otto persone che venero arrestate il 23 maggio scorso. Oltre alla Mastropietro, furono arrestati, con ordinanza di custodia cautelare in carcere, il marito Stefano Di Filippo, ingegnere e imprenditore edile, e i fratelli Andrea e Massimiliano Scarafoni, anche loro imprenditori edili. I quattro, successivamente, sono stati posti agli arresti domiciliari, mentre sono andati da subito ai domiciliari (e poi tutti rimessi in libertà) il funzionario dell’Asl Carmine Zippilli, l’imprenditore ed ex assessore comunale Nello Di Giacinto, l’ex amministratore unico della società municipalizzata Giulianova Patrimonio Filippo Di Giambattista, e il collaboratore della società immobiliare di Di Filippo, Sergio Antonilli.
Per gli altri numerosi indagati dell’operazione Castrum ci sarà invece un processo-stralcio: la loro posizione verrà valutata con la procedura ordinaria quando la Procura avrà chiuso l’inchiesta sul loro conto e formalizzerà le eventuali richieste di rinvio a giudizio.(e.a.)
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