Incidente mortale con il monopattino L’Anas: «Lì non poteva transitare»

TERAMO. I monopattini non possono transitare ovunque: è la sintesi della nota con cui l’Anas interviene sul caso dell’incidente mortale con il monopattino avvenuto nel settembre scorso sulla statale...
TERAMO. I monopattini non possono transitare ovunque: è la sintesi della nota con cui l’Anas interviene sul caso dell’incidente mortale con il monopattino avvenuto nel settembre scorso sulla statale 150, tra Canzano e Castellalto, e in cui ha perso la vita il 74enne imprenditore Francesco Cerulli Irelli. Sono indagati il conducente del furgone che non riuscì ad evitare l’impatto con l’uomo finito a terra dopo essere caduto dal monopattino e due dipendenti dell’Anas addetti alla manutenzione di quel tratto. Nei giorni scorsi è stata depositata la consulenza tecnica disposta dalla Procura secondo cui «su quella strada c’erano rischi». «L’incidente di che trattasi si è verificato sulla statale 150, è avvenuto fuori dal centro abitato», si legge nella nota Anas, «nell’esprimere massima fiducia nell’operato degli organi inquirenti, giova evidenziare come la legge numero 15 del 25.2.2022 all’articolo 10 stabilisce che i monopattini a propulsione prevalentemente elettrica possono circolare: nei centri abitati, esclusivamente sulle strade con limite di velocità non superiore a 50 chilometri orari, nelle aree pedonali, sui percorsi pedonali e ciclabili, sulle corsie ciclabili, sulle strade a priorità ciclabile, sulle piste ciclabili in sede propria e su corsia riservata e ovunque sia consentita la circolazione dei velocipedi; fuori dei centri abitati esclusivamente sulle piste ciclabili e sugli altri percorsi riservati alla circolazione dei velocipedi».(d.p.)

