Incidenti mortali in leggero calo ma tornano ai livelli pre-Covid

4 Gennaio 2024

Le vittime erano state 23 nel 2022, sono scese a 18: numero comunque più alto del triennio 2019-2021 Tra loro sei motociclisti. I luoghi più pericolosi continuano a essere i centri abitati e fa paura l’A14

TERAMO. Incidenti mortali in calo sulle strade teramane nell’anno appena trascorso, ma non c’è da esultare: le 18 vittime del 2023 rilevate dalla redazione teramana del Centro sono il secondo peggior dato degli ultimi cinque anni e segnano un ritorno della mortalità ai livelli degli anni immediatamente precedenti la pandemia (19 deceduti nel 2018, 17 nel 2019). Di certo è andata peggio dei due anni del Covid, nei quali a causa delle restrizioni alla circolazione era inevitabile un calo che è stato però modesto (14 vittime nel 2020, 15 nel ’21); ed è andata un po’ meglio rispetto a un 2022 terribile, che si era chiuso secondo il report dell’Istat con 23 vittime (addirittura 25 secondo la redazione del Centro, ma ovviamente l’Istat fa fede anche se non ha il crisma dell’infallibilità). Tuttavia questo “un po’ meglio” del 2023 è molto lontano dagli obiettivi che si è posta l’Unione europea, ovvero abbattere del 50% i morti sulle strade entro il 2030 e azzerarli nel 2050; e, in ogni caso, è impossibile considerare accettabile un bilancio del genere, sebbene sia il caso di ricordare che all’inizio degli anni Duemila, prima dell’introduzione della patente a punti, in provincia di Teramo si contavano oltre 60 morti l’anno.
Rispetto al 2022, che nel Teramano aveva visto un triste primato di pedoni investiti e uccisi (addirittura otto), il 2023 è stato un anno nero per i motociclisti: sono morti in sei, tre uscendo di strada e tre scontrandosi con veicoli a quattro ruote. Tra i cosiddetti “utenti deboli” della strada sono morti anche due ciclisti e un conducente di monopattino, mentre i pedoni investiti sono scesi a due. Quanto ai luoghi delle tragedie, il primato è stato ancora una volta dei centri abitati con sei incidenti mortali, dei quali uno solo è accaduto nel tratto urbano di una strada di grande traffico (a Giulianova sull’Adriatica). L’unica grande arteria che ha visto più di un incidente mortale nel ’23 è stata l’autostrada A14 (una vittima nel territorio di Roseto e una in quello di Pineto), la cui pericolosità storica legata ai forti flussi di traffico si è accentuata di recente, soprattutto tra Roseto e Pescara Nord, con la presenza di cantieri che impongono riduzioni di carreggiata e deviazioni per molti chilometri. Per il resto gli incidenti mortali del ’23 si sono distribuiti su tutto il territorio provinciale, coinvolgendo anche arterie secondarie dell’entroterra. Il più grave, quello con due morti, è avvenuto a marzo sulla Sp 43 a Pietracamela con un’auto finita in un dirupo: poteva essere una strage, visto che le due donne sul sedile posteriore sono state sbalzate fuori dalla vettura restando miracolosamente illese.
©RIPRODUZIONE RISERVATA