«Inconcepibili scontri e attacchi interni alla maggioranza»

TERAMO. «Sapevo che il compito assegnatomi sarebbe stato costellato da numerose difficoltà ma speravo di riuscirle a superare». Inizia così la lettera con cui Marco Chiarini, dopo appena quattro...
TERAMO. «Sapevo che il compito assegnatomi sarebbe stato costellato da numerose difficoltà ma speravo di riuscirle a superare». Inizia così la lettera con cui Marco Chiarini, dopo appena quattro mesi, lascia l’incarico di assessore alla cultura in Comune. Nella missiva indirizzata al sindaco Maurizio Brucchi, che a giugno l’ha voluto in giunta come tecnico di sua fiducia, il regista si dice amareggiato. «Nonostante il successo degli Stati generali della cultura, mi ritrovo nuovamente schiacciato in un meccanismo amministrativo che non facilita il raggiungimento dei miei obiettivi di assessore e di quelli emersi anche dagli Stati generali», spiega, «non trovo più le condizioni per proseguire, con la qualità necessaria, a svolgere un compito così importante e complicato». Chiarini punta il dito contro «un clima e un sistema di abitudini consolidate che mi hanno prosciugato tutte le energie, impegnandomi in incombenze secondarie invece che lasciarmi sviluppare riflessioni e azioni strategiche». L’assessore cita in particolare «l’inconcepibile, per me, situazione di scontri e attacchi interni alla maggioranza che hanno minato periodicamente le mie certezze, il mio modo di intendere il mandato e il rapporto con i colleghi del consiglio comunale» e di cui sarebbero stata conseguenza anche «le polemiche sui giornali sul mio lavoro, i commenti sagaci o critici sui social network». L’addio all’incarico «è una scelta dettata dall’amore che ho per la mia città, per il rispetto che ho per i concittadini e per il mio lavoro». Il regista, che ringrazia «chi ha condiviso con me questo percorso, le persone e le associazioni che si sono rivolte in assessorato per avere e offrire suggerimenti e in generale coloro che hanno sostenuto il mio lavoro», ritiene dunque «di poter offrire alla cittadinanza un servizio migliore stando fuori da quel sistema di cui ora sono molto critico e deluso, avendo tentato inutilmente d’intervenire dal suo stesso interno».
Brucchi, però, non lascia andare il suo assessore tecnico senza opporre resistenza. Lo convoca nel suo ufficio per un incontro in cui respinge le dimissioni e poi diffonde una nota alla stampa. «So bene che fare l’amministratore, in questa speciale congiuntura, è oltremodo difficile, soprattutto per le ragioni di natura economica che spesso limitano le prospettive, ma anche per la pressione mediatica e politica che inevitabilmente fa sentire il suo peso», afferma, «rilevo, però, la bontà del lavoro svolto dall’assessore fino ad oggi, apprezzandone ispirazioni e risultati». Per questo, dunque, il primo cittadino sottolinea di aver chiesto a Chiarini di sospendere la sua decisione e di prendersi una pausa. «Lo stesso ha accolto con disponibilità la mia richiesta», conclude Brucchi, «concedendosi pertanto alcuni giorni di riflessione, al termine dei quali scioglierà i dubbi e comunicherà la decisione definitiva». (g.d.m.)
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