Incontro in Regione per salvare l’Atr chiusa da febbraio

Colonnella, Pepe ha chiesto un vertice con Marsilio e Sospiri Domani la riunione, oggi presidio davanti alla fabbrica
COLONNELLA. Incontro in Regione per cercare di salvare l’Atr. Si svolgerà domani mattina dopo che nello scorso consiglio regionale il consigliere e vice capogruppo del Pd Dino Pepe ha rivolto un appello al presidente del consiglio Nino Sospiri. Un intervento condiviso anche dai consiglieri Emiliano Di Matteo e Marco Cipolletti affinchè venga ricevuta una delegazione sindacale, nel consiglio di domani, dal governatore Marco Marsilio, dallo stesso Sospiri e dagli assessori Fioretti e Febbo. «Sono lavoratori che non percepiscono lo stipendio da mesi e non possono nemmeno fare domanda per strumenti messi in campo dalla Regione perchè imprigionati in questa situazione che sta diventando un problema sociale», commenta Pepe, «la Regione è stata piuttosto assente in questa vertenza e quindi ho chiesto intervento delle massime autorità regionali, Sospiri e Marsilio».
E così domani una delegazione composta dai sindacati e dalla Rsu avrà un incontro a margine del consiglio regionale. «Ci auguriamo che finalmente la politica inizi a stare vicino ai lavoratori in difficoltà», commenta Mirco D’Ignazio, segretario della Fiom Cgil, «speriamo una vicinanza non solo morale ma fattiva, per risolvere i problemi. E questo anche in prospettiva per il rilancio del sito industriale che è strategico e storico per l’intera provincia di Teramo. Per quanto immaginare una prospettiva con un imprenditore che ha saputo dire soltanto falsità nel corso degli ultimi mesi è veramente molto difficile». Oggi dalle 9 alle 12 si terrà un presidio davanti all’azienda, sempre col rispetto del distanziamento sociale.
«Speriamo che non sia una passeggiata per perdere tempo», osserva Marco Boccanera, segretario della Fim Cisl, «se dobbiamo sentire solo che la Regione non può fare nulla, sarebbe meglio restare a casa. Ci vogliono soluzioni alternative concrete, un impegno certo della Regione. Noi non andiamo per elemosinare, ma per portare a casa qualcosa di positivo, cosa che finora non abbiamo avuto dalla Regione. Tra l’altro il decreto Rilancio è uscito sulla Gazzetta, ora vogliamo capire che nuova scusa Di Murro (il presidente dell’Atr, ndr) si vuole inventare, visto aveva detto che avrebbe pagato appena sarebbe stato pubblicato». Un altro problema riguarda la cassa integrazione ordinaria che scade a giugno, visto che è per 13 settimane. «Bisogna capire le intenzioni di Di Murro e come vuole rilanciare il sito: rischia di morire e quindi le 100 persone rimaste rimarranno senza lavoro. Le altre fabbriche hanno ripreso l’attività, l’Atr è ferma da febbraio. Ci vuole un impegno a portare investitori seri», conclude Boccanera.
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