«Incontro pubblico sul progetto»

Richiesta di Teramo nostra al sindaco: «Vedremo chi dice la verità»
TERAMO. Dopo il botta e risposta con il sindaco in merito al progetto di recupero del teatro romano, Teramo nostra chiede al primo cittadino Maurizio Brucchi, «un incontro pubblico, così che egli possa spiegare a Teramo Nostra e a tutti i cittadini i modi e i tempi dell'abbattimento di palazzo Adamoli e di palazzo Salvoni. È questo l'unico modo per capire chi dice la verità e chi dice le bugie».
Secondo l’associazione ci sono dei dubbi sulla reale volontà di abbattere i due palazzi per poter recuperare la cavea del teatro, mentre il sindaco ha ribattutto che nel progetto l’abbattimento è previsto. Teramo nostra sostiene che da parte del sindaco, e di chi lo ha preceduto, ci sarebbero «solo mistificazioni della realtà, con giochetti di parole quali “decostruzione” o “smontaggio” dei palazzi, che hanno portato esclusivamente al consolidamento dei palazzi che dovevano essere abbattuti». Il Comune, secondo l’associazione, avrebbe finora sperperato 8 milioni di euro, mentre «Palazzo Adamoli è ancora sulla cavea e ancora sulla cavea è palazzo Salvoni». Teramo nostra chiede quindi al sindaco di fare chiarezza: «Il cubo che si vede nel progetto si trova nella cavea e non è palazzo Massignani, che si trova invece sul perimetro della cavea. Il sindaco spieghi perchè non ha ancora acquisito palazzo Salvoni, palazzo già inagibile dal terremoto del 2009 e che oggi, ancora più terremotato di prima, sta creando problemi anche alle case vicine. Il sindaco spieghi quanti soldi vuole spendere per mettere in sicurezza un palazzo terremotato che “dovrebbe” essere abbattuto, anzi, come dice il sindaco usando un vocabolo sconosciuto al dizionario della lingua italiana, sarà “decostruito”. Non da ultimo, considerato l'impegno della nostra associazione per il recupero del teatro romano, facciamo presente al sindaco che ogni qual volta intenda prendere delle decisioni in merito a questo importante argomento, dovrebbe avere la decenza di invitare Teramo Nostra e condividere con la stessa e con tutti i cittadini ogni intervento».

