Incubo Castrogno, gli agenti in piazza

18 Maggio 2018

I sindacati della polizia penitenziaria incontrano il prefetto sulla carenza di personale: accumulati 16mila giorni di ferie

TERAMO. Gli agenti di polizia penitenziaria di Castrogno di sit-in ne hanno fatti tanti perchè ormai da anni denunciano la realtà di un carcere sovraffollato, di personale sempre più ridotto che per far fronte a turni e servizi salta ferie e riposi. E i numeri sono lì a dimostrarlo: quest’anno in 150 hanno accumulato 16mila giorni di ferie e fatto 45mila ore di straordinario. E anche ieri mattina, così come fanno da tempo con proteste rimaste finora inascoltate, sindacati ( erano rappresentate tutte le sigle) e agenti sono tornati a manifestare per chiedere più attenzione. Lo hanno fatto davanti alla sede del palazzo di governo e sono stati ricevuti dal prefetto Graziella Patrizi che, al termine dell’incontro, ha assicurato il suo intervento.
Attualmente gli agenti di polizia penitenziaria in servizio nel carcere di Castrogno sono 145 a fronte di una pianta organica che ne prevede 216 e a fronte di una popolazione carceraria che sfiora i 450 detenuti. Le tante proteste che negli anni si sono susseguite non hanno avuto nessuna risposta concreta e, soprattutto immediata. Nella nota a firma di tutte le organizzazioni sindacali fatta per presentare il sit-in così avevano scritto: «Preso atto della totale indifferenza del provveditore regionale Cinzia Calandrino e del capo del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria Santi Consolo alla problematica denunciata della gravissima carenza di personale per garantire l’ordine e la sicurezza dell’istituto di pena di Teramo e per assicurare i diritti del personale quali la fruizione delle ferie e del riposo settimanale e lo sfollamento dei detenuti, considerato che neanche le promesse “minime” garantite dal provveditore e dal suo staff il 19 aprile in sede di riunione non sono state attuate, quali il blocco delle assegnazioni dei detenuti, lo sfollamento di un congruo numero di detenuti, l’aggregazione temporanea di personale con scorrimento della graduatoria nazionale per fronteggiare l’immediato e le esigenze non prevedibili, gli agenti proseguono lo stato di agitazione con l’astensione della mensa di servizio». Il candidato sindaco Giovanni Cavallari, che ieri mattina ha incontrato gli agenti, in una nota esprime solidarietà. «Tanti gli incontri a Roma e tante le promesse (tra cui quella di diminuire drasticamente il numero dei detenuti), ma mai nessuna risposta vera», si legge, « e la situazione continua a trascinarsi sempre uguale ormai da molti anni. Io voglio dichiarare loro la mia solidarietà, unendomi al grido d'aiuto rivolto al prefetto affinché possa utilmente intervenire presso il ministero della Giustizia per risolvere il problema di un'intera categoria di lavoratori».(d.p.)
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