Incubo fallimento per la Gran Sasso Teramano

6 Novembre 2019

Dopo l’ingiunzione del Comune di Fano può arrivare quella dell’Asbuc di Pietracamela

TERAMO. La Gran Sasso Teramano presa di mira sui canoni non pagati. Dopo il decreto ingiuntivo emesso dal Comune di Fano Adriano ne potrebbe arrivare un altro dall’Asbuc di Pietracamela, ma la stagione invernale è comunque salva.
«Il decreto ingiuntivo da parte del Comune di Fano, uno dei nostri soci, è stata una pugnalata alle spalle che non ci aspettavamo», questo il duro commento di Gabriele Di Natale, il liquidatore dclla Gran Sasso Teramano, società proprietaria degli impianti di Prati di Tivo e Prato Selva, dopo il lungo incontro che si è svolto ieri sera sul futuro delle due stazioni sciistiche, incontro richiesto dagli operatori turistici di Prati di Tivo. L’azione legale del Comune fanese per avere 120mila euro di canoni arretrati apre scenari che potrebbero portare persino al fallimento della Gst. E potrebbe essere seguita da un altro decreto da parte dell’Asbuc di Pietracamela, che ha un credito di 154mila euro verso la Gran Sasso per lo sfruttamento dei terreni dei Prati. Una situazione che preoccupa gli operatori, che hanno chiesto risposte. «Il decreto di Fano, se avrà seguito, può portare al pignoramento ma anche all’istanza di fallimento: in questo modo non riusciremmo a programmare il futuro», aggiunge Di Natale. «L’assemblea ha dato mandato a un legale di verificare gli effetti giuridici del decreto, che si fonda su un nostro debito già riconosciuto e certificato dal collegio dei revisori e quindi non capiamo il perché dell’azione legale proprio in questo momento, come non capiamo che anche l’Asbuc potrebbe tornare alla carica». Di Natale ha tuttavia rassicurato gli operatori sul fatto che gli impianti riapriranno l’8 dicembre e che ci sarà la rimessa in funzione, con una spesa di 4mila euro, dei cannoni sparaneve abbandonati a Montorio.
Ieri c’è stato un sopralluogo del vice presidente della Provincia Alessandro Recchiuti insieme al sindaco di Fano Adriano Luigi Servi e al gestore degli impianti di Prati Marco Finori a Prato Selva, dove gli impianti di risalita sono fermi da anni. Il Comune di Fano è titolare di un finanziamento di 168mila euro vincolato alla sistemazione della seggiovia dell’Abetone e, dopo aver cercato invano di destinare questi fondi alla Provincia, è ora intenzionato a utilizzarli.
Adele Di Feliciantonio
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