Incursione delle vongolare nell’area marina protetta

29 Agosto 2014

Segnalate 20 imbarcazioni che pescavano con le turbosoffianti alle 3 di notte Protesta del Wwf: «Ennesima violazione, perché viene tollerata l’illegalità?»

PINETO. «Ancora una violazione da parte delle vongolare nell'area protetta del Cerrano»: il Wwf denuncia una nuova incursione delle imbarcazioni nelle acque del parco marino, dove la pesca è vietata. Secondo l'associazione ambientalista, sarebbero stati 20 i natanti sorpresi, prima dell’alba di ieri, intorno alle 3, a transitare nella zona interdetta alle imbarcazioni. La notizia è confermata dal Parco marino del Cerrano, che parla di circa 25 vongolare segnalate dai cittadini intorno alle 3 di notte. «Oltre 20 vongolare, partite dal porto di Giulianova, sono entrate nel perimetro dell’area marina protetta di Torre del Cerrano, violando palesemente il divieto di pesca con turbosoffianti all'interno del parco marino», si legge in una nota del Wwf teramano. «I volontari del Wwf hanno avvertito gli organi di gestione dell’area marina, mentre la Capitaneria di porto è intervenuta alle ore 4», notizia, quest’ltima, non confermata dall'Ufficio circondariale marittimo di Giulianova. Claudio Calisti, presidente del Wwf Teramo, dichiara che quanto accaduto la scorsa notte è «l’ennesima illegalità che viene compiuta ai danni dell’unica area marina protetta presente nel mare antistante la costa abruzzese, che tutela solo 7 km di litorale sui 130 totali». Calisti evidenzia come, da oltre 3 anni, non sia stato possibile arginare tale comportamento assunto dai pescatori, che più volte si sono introdotti nelle acque del parco marino, venendo non di rado bloccati dalla guardia costiera. «Sembra quasi che l’illegalità possa essere tollerata. Ci chiediamo quanto questo possa andare avanti prima che diventi un problema di ordine pubblico. Oltretutto sembra veramente strano che 20 imbarcazioni escano da un porto alle 3 di mattina senza che nessuno si accorga di nulla», conclude Calisti. Un mese fa il Wwf, altre 18 associazioni ambientaliste e quelle dei commercianti avevano chiesto al ministero dell'Ambiente, alla direzione dell'Amp e alle istituzioni del territorio di far rispettare le normative relative al divieto di pesca nel parco marino, al fine di tutelarne i fondali e l'ecosistema, di ampliare i confini dell'area protetta, oltre che di proporre al Cogevo (il consorzio che raggruppa le vongolare) una soluzione alle problematiche dei pescatori, affinché non venisse minacciato il parco marino.

Sandro Petrongolo

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