Indagato per maltrattamenti alla moglie, il giudice lo proscioglie
La Procura per lui aveva chiesto il processo con l’accusa di maltrattamenti in famiglia, ma il gup ha disposto il non luogo a procedere a termine dell’udienza preliminare. L’indagato è un teramano...
La Procura per lui aveva chiesto il processo con l’accusa di maltrattamenti in famiglia, ma il gup ha disposto il non luogo a procedere a termine dell’udienza preliminare.
L’indagato è un teramano accusato dalla moglie di averla maltrattata con insulti e minacce arrivate anche davanti al figlio piccolo. In particolare, si legge nel capo d’imputazione, l’uomo era accusato di aver pronunciato queste frasi: «Non provare a mangiare carne altrimenti ti ammazzo», o «Non mi chiedere più soldi per andare a Teramo sennò ti spacco la faccia». La donna, inoltre, lo accusava anche di averla minacciata dicendole che un giorno o l’altro l’avrebbe buttata fuori casa: tutto sempre davanti al figlio minore. Le indagini della Procura (il pm Bruno Auriemma titolare del fascicolo) erano scattate dopo la denuncia della donna che si è era rivolta ai carabinieri per raccontare.
Nel corso delle indagini l’uomo ha sempre negato, sostenendo di non aver mai minacciato la donna. Dopo l’avviso di conclusione delle indagini, la Procura aveva firmato la richiesta di rinvio a giudizio per l’uomo chiedendo il processo per maltrattamenti. Nei giorni scorsi il gup Roberto Veneziano ha disposto per l’uomo il non doversi procedere: per lui, dunque, non ci sarà nessun processo. L’indagato era assistito dall’avvocato Daniele Di Furia.
L’indagato è un teramano accusato dalla moglie di averla maltrattata con insulti e minacce arrivate anche davanti al figlio piccolo. In particolare, si legge nel capo d’imputazione, l’uomo era accusato di aver pronunciato queste frasi: «Non provare a mangiare carne altrimenti ti ammazzo», o «Non mi chiedere più soldi per andare a Teramo sennò ti spacco la faccia». La donna, inoltre, lo accusava anche di averla minacciata dicendole che un giorno o l’altro l’avrebbe buttata fuori casa: tutto sempre davanti al figlio minore. Le indagini della Procura (il pm Bruno Auriemma titolare del fascicolo) erano scattate dopo la denuncia della donna che si è era rivolta ai carabinieri per raccontare.
Nel corso delle indagini l’uomo ha sempre negato, sostenendo di non aver mai minacciato la donna. Dopo l’avviso di conclusione delle indagini, la Procura aveva firmato la richiesta di rinvio a giudizio per l’uomo chiedendo il processo per maltrattamenti. Nei giorni scorsi il gup Roberto Veneziano ha disposto per l’uomo il non doversi procedere: per lui, dunque, non ci sarà nessun processo. L’indagato era assistito dall’avvocato Daniele Di Furia.

