Indennità, Ruffini restituirà 2.400 euro

21 Marzo 2023

Prima sentenza a favore dell’amministrazione sugli stipendi dell’ex giunta Mastromauro: «Somme calcolate in eccesso»  

GIULIANOVA . È arrivata ieri la prima sentenza favorevole al Comune sulle indennità percepite da ex amministratori tra il 2009 e il 2018 ritenute indebite. Si crea quindi un precedente diverso rispetto ai pronunciamenti emessi finora dal giudice di pace, che hanno ritenuto legittimi gli emolumenti versati. Il giudice onorario Simona Bondi Ciutti ha infatti accolto e ritenuta fondata la domanda proposta dal Comune nei confronti dell’ex assessore della giunta Mastromauro Fabrice Ruffini, difeso dall’avvocato Fernando Angelone. L’ex assessore dovrà restituire 2.400 euro, oltre a pagare le spese di giudizio che ammontano a 1.025 euro. Nella sentenza si legge che «gli atti di causa hanno fatto emergere che Ruffini, assessore del Comune di Giulianova dal mese di luglio 2017 al mese di ottobre 2018 nella giunta Mastromauro, avrebbe dovuto percepire una indennità di funzione più bassa di quanto invece gli è stato corrisposto».
Secondo quanto riportato nel pronunciamento del giudice di pace si delinea il caso di un «indebito oggettivo» e quindi l’ente comunale ha facoltà di agire per ottenere la restituzione della quota sborsata, a titolo di indennità di funzione, che non doveva essere pagata. Nell’atto viene riportato ancora che «dal giugno 2008, il legislatore ha eliminato la possibilità che vi fossero degli incrementi delle indennità di funzione» e che «al momento della prima giunta Mastromauro nel 2009, l’ammontare delle indennità, stabilito dalla delibera 305/02, prevedeva aumenti discrezionali contrari alla modifica».
Inoltre l’amministrazione Mastromauro non solo non avrebbe adeguato le indennità di carica alla normativa vigente, ma al contrario avrebbe stabilito livelli più alti di quanto previsto dall’allineamento del decreto ministeriale 119/2000. «La giunta», si legge ancora nell’atto, «ha apportato modifiche ribassando gli emolumenti solo dal 2014, prevedendo una decurtazione al 50%, ma utilizzando come base di calcolo la misura di indennità non più conforme all’ordinamento ancora vigente». In conclusione, la base di calcolo utilizzata per le indennità di carica non ha alcuna validità giuridica e ha determinato un arricchimento indebito senza causa. Questa inversione di rotta rispetto ai precedenti provvedimenti, che per la prima volta dà ragione al Comune e quindi alla giunta guidata dal sindaco Jwan Costantini, molto probabilmente indurrà l’amministrazione ad andare avanti in tutti i gradi di giudizio per i casi su cui c’è stato un primo pronunciamento favorevole agli ex amministratori. Secondo l’attuale giunta, infatti, le indennità versate dovevano essere più basse.
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