Indennità percepite, Ranalli vince il ricorso

28 Maggio 2023

L’ex assessore all’urbanistica e alla cultura non dovrà restituire novemila euro al Comune

GIULIANOVA . Anche l’ex assessore all’urbanistica e alla cultura Nadia Ranalli non dovrà restituire nulla al Comune di Giulianova, che aveva richiesto all’ex amministratrice circa 9mila euro per “maggiori indennità percepite”. È stata questa la decisione del giudice del tribunale ordinario, Marco Di Biase, nella sentenza di primo grado giudicando “infondata” la richiesta del Comune. Si tratta dell’ottava sentenza a favore degli ex amministratori, tra tribunale e giudice di Pace, che ha riguardato finora Marcello Mellozzi, Gian Luigi Core, Germano Giovanardi (quest’ultimo protagonista della prima sentenza a sfavore dell’amministrazione), Alfonso Vella, Gianluca Grimi, Jurghens Cartone, l’ex vicesindaco Nausicaa Cameli e, appunto, Ranalli. Si attendono altre sentenze per i prossimi mesi, riguardo agli ex amministratori Gabriele Filipponi, Fabio Ruffini e l’ex sindaco Francesco Mastromauro. C’è però anche un sentenza a favore del Comune, quella del 21 marzo scorso, secondo la quale l’ex assessore Fabrice Ruffini dovrebbe restituire 2.400 euro. «Il giudice», spiega Ranalli, «ha richiamato la legge di bilancio, approvata a dicembre 2019, in particolare una norma interpretativa che spiegava come dovevano essere risolte queste questioni. Il Comune avrebbe dovuto conoscere la legge di bilancio 2020 prima di richiedere queste somme». L’amministrazione guidata da Costantini, infatti, ha richiesto in totale circa 240mila euro ai suoi predecessori tra il 2009 e il 2018, e in causa sono stati chiamati così l’ex sindaco Mastromauro e una sfilza di ex assessori, per un totale di 23 ex amministratori, per la restituzione di quote dei loro compensi ritenute dall’Ente “non dovute”.
A questa annosa vicenda delle indennità, si è aggiunto nelle scorse settimane un altro problema per il Comune. L’avvocato Angelo Nigrelli, legale di Germano Giovanardi, ha infatti inviato tramite pec un atto di precetto al Comune per la richiesta delle spese legali, circa 1.400 euro con l’aggiunta di 300 euro, perché il Comune non aveva adempiuto al pagamento delle spese. (l.v.)