Indennità più alte da restituire: lettere a 45 ex amministratori

Il Comune chiede agli ex sindaci Pavone e Di Girolamo e agli ex assessori e consiglieri di ridare i soldi Di Girolamo: «Non abbiamo rideterminato i compensi, se errori ci sono stati li hanno fatti i dirigenti»
ROSETO. Molti ex amministratori comunali, tra i quali gli ex sindaci Sabatino Di Girolamo e Enio Pavone, ora rispettivamente consigliere di opposizione e consigliere di maggioranza, dovrebbero restituire all’ente diverse migliaia di euro per «maggiori indennità percepite» durante i loro mandati. Stanno partendo in questi giorni, dal Comune, le lettere con la richiesta di restituzione di «una parte delle indennità percepite perché più alte di quanto la normativa vigente prevedesse».
Destinatari delle lettere circa 45 persone tra ex sindaci, ex assessori, ex presidenti del consiglio ed ex consiglieri degli ultimi due mandati, molti di loro tutt’oggi ancora in consiglio comunale come Pavone, Di Girolamo, l’ex assessore Nicola Petrini e l’ex presidente del consiglio comunale Teresa Ginoble. Le lettere, però, ancora non arrivano nelle case degli interessati, come conferma l’ex sindaco e oggi consigliere di opposizione, Sabatino Di Girolamo. «Io non ho ancora nulla, né sulla pec né di cartaceo», dice Di Girolamo, «comunque ho sentito di queste lettere. Pare che, da un primo esame fatto dalla dirigente di ragioneria, avremmo avuto delle indennità superiori al consentito, ovvero i nostri stipendi e i gettoni di presenza sarebbero stati mal calcolati. Secondo me non è così perché noi, così come i nostri predecessori, abbiamo preso ciò che è stato stabilito nel 2003 dal sindaco Franco Di Bonaventura. Io non ho mai deliberato nulla sui miei emolumenti, né lo ha fatto Pavone, credo. Quando arriverà la lettera la leggerò con molta cura, ma a mio avviso è una cosa ingiusta». È ipotizzabile che ci siano ricorsi.
Nel merito Pavone preferisce non rilasciare dichiarazioni («Aspettiamo gli eventi, vediamo che succede», dice), ma nell’ultimo consiglio comunale, nei vari interventi, il consigliere è sembrato critico verso la sua amministrazione ed è molto probabile che il suo atteggiamento sia collegato all’invio di queste lettere. L’amministrazione attuale dovrebbe essere consapevole di tutto ciò, ma il sindaco Mario Nugnes afferma per il momento di «non esserne a conoscenza». Insomma, una vicenda che è solo agli inizi e che in futuro potrebbe determinare conseguenze politiche. Una vicenda simile è accaduta alcuni anni fa a Giulianova dove la Corte dei Conti ha stabilito che gli ex amministratori delle giunte Mastromauro dovrebbero restituire una parte delle indennità di carica percepite e tutt’oggi ci sono delle cause in corso. «A Giulianova il discorso è diverso», aggiunge Di Girolamo, «perché Mastromauro con una delibera aveva rideterminato i compensi, mentre noi non ci abbiamo mai messo mano. Se gli errori sono stati commessi, li hanno fatti i dirigenti dell’epoca».
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