«Indennità, se c’è un errore va attribuito ai dirigenti»
GIULIANOVA. L’ex sindaco Francesco Mastromauro e buona parte degli assessori delle sue giunte hanno diffuso una nota sulla questione delle indennità che avrebbero intascato in quantità superiore al...
GIULIANOVA. L’ex sindaco Francesco Mastromauro e buona parte degli assessori delle sue giunte hanno diffuso una nota sulla questione delle indennità che avrebbero intascato in quantità superiore al dovuto. «Va anzitutto precisato», scrivono, «che l’applicazione delle misure delle indennità viene effettuata direttamente dal dirigente competente, con propria determinazione, così come prevede la normativa vigente. La giunta, viceversa, è chiamata a deliberare solo in due casi. O quando riduce le indennità, come accaduto tra il 2014 e il 2018 durante la seconda giunta Mastromauro Oppure nel caso in cui decida di aumentare le indennità. Caso, questo, verificatosi lo scorso 5 luglio con delibera con la quale la giunta Costantini ha ripristinato l’indennità piena per sindaco, assessori e presidente del consiglio. Se quindi errore c’è stato nel calcolo dal 2009 al termine del primo mandato, questo non è certo addebitabile alla giunta. Diverso il caso del secondo mandato Mastromauro, iniziato nel 2014. In quel caso una delibera venne infatti adottata: creava il Fondo di solidarietà sociale diminuendo della metà le indennità. Delibera, quella, istruita dal dirigente responsabile del servizio, che aveva dato parere tecnico favorevole, e munita di parere contabile favorevole da parte dell’altro dirigente del settore finanziario. Il tutto sotto la supervisione del segretario generale. Ora l’intera questione è stata sottoposta dall’amministrazione comunale all’attenzione della Corte dei Conti. Nel caso in cui venga accertata la presenza di un errore nell’entità delle indennità, sarebbe un fatto gravissimo. E di questo dovranno rispondere, trattandosi di danno erariale, coloro che lo hanno determinato. In tale evenienza è chiaro che noi saremmo parti lese insieme con il Comune».

