«Indispensabile la zona franca»

30 Marzo 2017

D’Ignazio lancia l’allarme sulla possibile esclusione della città di Teramo

TERAMO. «Non possiamo restare fuori dalla zona franca». A lanciare l'allarme sul rischio di esclusione di Teramo dall'area in cui saranno applicate agevolazioni fiscali a professionisti e aziende è il consigliere regionale Giorgio D'Ignazio. Il timore è che si possa ripetere quanto già previsto per gli sgravi tributari e l'introduzione delle buste paga pesanti, previsti per i territori del cratere sismico, ma a Teramo limitati solo ai cittadini che hanno subìto danni. Dell'istituzione della zona franca ha parlato il premier Paolo Gentiloni nel corso di un incontro con i presidenti delle regioni colpite dall'emergenza. «L'indicazione è di applicare sgravi fino a 200mila euro in tre anni ai titolari di partita Iva», spiega D'Ignazio, «si tratta di una misura importante nella quale dovrà rientrare anche il capoluogo». Se infatti Teramo restasse esclusa da questa opportunità, per motivazioni simili a quelle che hanno indotto alla limitazione delle agevolazioni relative al cratere, si creerebbe un doppio danno. «Non solo il territorio non risulterebbe attrattivo per nuovi investimenti», osserva il consigliere regionale, «ma perderebbe anche presenze e risorse che preferirebbero spostarsi in comuni rientranti nella zona franca, come ad esempio la vicina Montorio». Un pericolo di questo genere è da scongiurare anche secondo il sindaco Maurizio Brucchi. «Teramo sarà ricompresa a pieno titolo nella zona franca e gli sgravi dovranno valere per tutti», sottolinea, «altrimenti daremo ancora di più battaglia». Il sindaco oggi andrà al ministero della Giustizia per l'annosa questione del pagamento delle utenze del tribunale che sono rimaste a carico del Comune, ma soprattutto tornerà nelle sedi di governo e Parlamento per acquisire informazioni sulla calendarizzazione dei lavori in Senato sul varo del decreto sisma. «Il programma non è stato ancora stilato», dice Brucchi, «e vogliamo verificare la possibilità di presentare emendamenti». (g.d.m.)

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