Individuata la “scuola jolly”: è l’ex sede del Pascal in centro

Ospiterà studenti e uffici degli istituti superiori che dovranno essere sottoposti a lavori post-sisma Intanto Di Bonaventura assicura che l’Ipsia Marino avrà una sede provvisoria a settembre
TERAMO. La Provincia ha individuato l’edificio, da prendere in affitto, che fungerà da “scuola jolly” durante i lavori di ricostruzione delle scuole superiori cittadine lesionate dal sisma 2016. Si tratta del palazzo di circonvallazione Ragusa che nel tempo ha ospitato uffici della Asl, l’istituto tecnico programmatori Pascal e la Soget. La Provincia ha valutato le due proposte arrivate con la manifestazione di interesse e, in una riunione svolta ieri mattina, è stata esclusa a priori l’ipotesi di utilizzare una delle due strutture proposte, ubicata a Villa Pavone. Su quella di circonvallazione Ragusa invece, fa sapere la Provincia in una nota, «sembrano convergere le ragioni tecniche e quelle didattiche». L’edificio adeguato e ammodernato diventerebbe struttura jolly da utilizzare per spostare studenti e uffici nella lunga fase della ricostruzione delle scuole (il pacchetto ricostruzione su Teramo capoluogo pesa 70 milioni di euro e riguarda la quasi totalità delle superiori). Probabilmente, quando diversi cantieri post-sisma verranno avviati, un unico edificio jolly non sarà sufficiente. Ma, intanto, un primo punto fermo sembra messo.
IL CASO DELL’IPSIA
Sempre ieri in sala consiliare si è svolto un ampio confronto su tempi, finanziamenti e cronoprogramma delle attività che la Provincia sta realizzando per garantire a settembre una sede all’Ipsia Marino in attesa della ricostruzione dell’edificio, inagibile, oggi titolare di un finanziamento sisma di oltre 10 milioni di euro. In sala consiglio si sono ritrovati la dirigente Stefania Nardini e il suo staff tecnico insieme ai rappresentanti d’istituto, alla Consulta provinciale degli studenti e a Massimiliano Nardocci, dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale. Da parte dell’ente vi è anche la necessità di acquisire i dati sull’andamento delle iscrizioni per avere contezza del numero di aule necessarie e quindi prendere decisioni mirate sugli spazi. Per la Provincia sono intervenuti il presidente Diego Di Bonaventura e il dirigente del settore, Francesco Ranieri. Chiarito da Nardocci che per le iscrizioni «si può far riferimento alle iscrizioni dello scorso anno in quanto gli spostamenti sono minimali», il dirigente Ranieri e Di Bonaventura hanno rappresentato il quadro delle attività svolte in questi mesi e le scelte in campo. L’Ipsia, dichiarato inagibile e oggi ospitato da più istituti, ha bisogno di 11 aule e dei laboratori, indispensabili in una scuola professionale. La Provincia fa sapere: «Dirigente, rappresentanti d’istituto e studenti dell’Ipsia chiedono di valutare prioritariamente la possibilità di utilizzare spazi del liceo scientifico di via Sturzo, i cui studenti in parte si trasferiranno al Comi 2 in viale Bovio. Qui sono in corso i lavori per il recupero di aule nella vecchia foresteria del custode: lavori che si concluderanno a fine febbraio. Utilizzando i locali attualmente occupati alla Croce rossa, alla quale è stato dato lo sfratto, e altri spazi si recuperano sette aule. Un tavolo tecnico con il coinvolgimento della dirigenza dell’Einstein dovrà valutare la fattibilità dell’ipotesi privilegiata da dirigenza e studenti dell’Ipsia, quella cioè di trasferirsi nella vicina struttura di via Sturzo».
IL PRESIDENTE
«Una riunione molto positiva», ha commentato Di Bonaventura, «e non dubito, considerata l’accelerazione impressa dal nuovo dirigente del settore, che riusciremo a combinare un puzzle molto articolato. Riconosciamo la priorità alla comunità dell’Ipsia, scuola chiusa sei anni fa senza avere un piano B e rimasta in coda per troppo tempo. A settembre avranno una sede, per quanto provvisoria, in attesa della ricostruzione dell’edificio di via San Marino».
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