Inferno di fuoco ad Atri: cittadini in fuga dalle case

20 Agosto 2022

L’incendio alimentato dal vento domato solo nel pomeriggio con i mezzi aerei Il Comune chiede a ministero e Regione il riconoscimento dello stato d’emergenza

ATRI. Atri, ore 3.50 di ieri notte: forse cade un fulmine, forse cavi della luce cadono per il vento in via Kolbe, vicino ai depuratori dell’Aca, e scoppia il putiferio. Le scintille danno il via a un incendio che fino al primo pomeriggio mette in ginocchio la città, costringendo centinaia di cittadini ad allontanarsi dalle proprie abitazioni. Il vento forte ha permesso il propagarsi veloce delle fiamme che in pochissimo tempo hanno lambito il versante sud delle mura antiche, lungo viale Gran Sasso, e il centro storico.
L’ALLARME E LA FUGA. Le campane del Duomo in piena notte hanno dato l’allarme, la gente è scesa in strada e ha cominciata a correre per mettersi al riparo. In molti si sono rifugiati nel parcheggio dell’ospedale San Liberatore, altri sono corsi verso la costa. Ad avvisare la popolazione di quello che stava succedendo è stato il primo cittadino Piergiorgio Ferretti che all’alba, rendendosi conto della gravità della situazione, ha invitato dapprima alcune famiglie ad evacuare le case e poi ha raccomandato a coloro che non erano in pericolo di chiudere le finestre e spegnere i condizionatori per non permettere l’ingresso dei fumi da combustione. Le vie della città man mano che si faceva giorno erano coperte da cenere e rami infuocati. Le lingue di fuoco si sono spinte fino al confine con due pompe di benzina, in particolare la Traini di via Porta Macelli. A contenere l’incendio ieri non sono bastate le squadre dei vigili del fuoco di Roseto e Teramo: sono intervenuti dall’alto anche i Canadair e un elicottero Erikson S 64, che hanno effettuato numerosi lanci. Il primo bollettino emanato dai pompieri ieri affermava: «Il fronte del fuoco ha interessato una decina di ettari nei pressi di via Kolbe, l’intervento delle squadre ha impedito che le fiamme raggiungessero le abitazioni e punti sensibili». Alle operazioni di spegnimento hanno partecipato diverse squadre di volontari della Protezione civile provenienti anche dalle città limitrofe con diversi mezzi dotati di moduli antincendio, poi intorno alle 16 la pioggia ha sopito gli ultimi focolai. I danni del vento ieri hanno interessato anche il palazzo ducale Acquaviva, dove si sono rotte alcune vetrate storiche.
LE ISTITUZIONI. Ieri è arrivato ad Atri per una ricognizione Mauro Casinghini, direttore generale della Protezione civile d’Abruzzo, che si è reso conto di persona dei danni insieme al sottosegretario regionale Umberto D’Annuntiis. Il sindaco Piergiorgio Ferretti a metà mattinata ha dichiarato: «Nel corso della nottata ci sono stati momenti estremamente difficili dato che il fuoco è arrivato a ridosso del centro storico e vicino a due pompe di benzina, sono state evacuate diverse abitazioni». Il sindaco ha poi ringraziato tutte le forze scese in campo per limitare i danni di quella che poteva essere una catastrofe. Ieri alle 12.30 la giunta comunale si è riunita d’urgenza per chiedere al ministero dell’Interno e alla Regione il riconoscimento dello stato di emergenza, con conseguente richiesta di verifica dei danni al patrimonio pubblico e privato. Difficile al momento fare una stima del danno che, aggiunto ai recenti incendi alla riserva dei Calanchi, è di proporzioni elevate.
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