Infettivi, tanti ricoveri e pochi medici

21 Novembre 2018

Mazzini, i quattro specialisti oltre ai degenti si occupano dei controlli su immigrati e malati di Hiv e delle terapie anti epatite C

TERAMO. Malattie infettive, vietato ammalarsi. Non c’è niente di più reale di un gioco di parole per descrivere la situazione del reparto del Mazzini, posto nell’ex sanatorio.
Si tratta di una unità semplice a valenza dipartimentale in prima linea sotto diversi aspetti. Eppure vi lavorano solo quattro medici. Questo significa che se uno si ammala per quella che non sia una semplice e brevissima influenza è difficile coprire l’assistenza ai pazienti. Sono 10 i posti letto del reparto, più due in day hospital, sempre occupati, segno che – soprattutto in questo momento storico – le richieste di prestazioni sono notevoli.
Non è un caso se, rispetto ai 300 ricoveri dell’anno scorso, adesso il reparto abbia già superato i 380. E seguendo un trend ormai consolidato – basti pensare che nel 2015 i ricoveri erano 250 – l’anno prossimo aumenteranno ancor di più.
D’altronde l’evoluzione della società consegna al reparto di malattie infettive un ruolo centrale nell’assistenza sanitaria alla popolazione. Ad esempio i quattro medici delle malattie infettive del Mazzini fanno un grosso lavoro di prevenzione, non solo genericamente sul territorio, ma anche con gli immigrati ospiti dei Cas: si va dalle analisi sulle epatiti B e C, sull’Hiv, sulla sifilide, alle visite per la tubercolosi. Riguardo quest’ultima malattia sono aumentati i casi di ricovero: quest’anno sono stati più di venti. Non sono più pazienti anziani, con più patologie fra cui la Tbc, ma anche giovani, spesso immigrati. In ogni caso si tratta di casi complessi e impegnativi.
Da non dimenticare il capitolo legato all’Hiv. Rispetto agli Anni Novanta, quando il reparto del Mazzini seguiva 60 pazienti circa, adesso i casi seguiti sono triplicati, circa 180.
C’è poi tutta l’attività nella cura dell’epatite C. Il servizio di epatologia delle malattie infettive è stato il primo, in Abruzzo e non solo, a trattare i pazienti con un nuovo tipo di farmaci antivirali ad azione diretta che nella quasi totalità dei casi garantiscono la guarigione dalla famigerata epatite C. E con grande soddisfazione adesso la casistica indica la guarigione almeno nel 95% dei pazienti trattati. Vengono ammessi al trattamento – che di solito dura tre mesi – coloro che al Fibroscan, un innovativo macchinario in dotazione al reparto, risultano avere una fibrosi al fegato in stadio avanzato. Il reparto di malattie infettive svolge poi l'antibioticoterapia per le infezioni batteriche che si verificano nei reparti, nonchè sulle infezioni ospedaliere.
Tutto questo con quattro medici, che assicurano assistenza ai ricoverati 12 ore al giorno – di notte c’è la guardia interdivisionale – più le prestazioni ambulatoriali. La speranza è che adesso al Asl proceda a utilizzare la graduatoria esistente e a dotare del tanto atteso quinto medico la divisione.
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