“Influencer” teramana supera i 300mila fan

Giorgia Di Basilio sul suo blog e sui vari social parla di moda, viaggi e bellezza «Ora è un lavoro e promuovo i prodotti, ma non ho il fatturato della Ferragni»
TERAMO. «Laureata in Economia aziendale, secchiona (ma simpatica), abruzzese classe '92. Osservo, leggo, ammiro, racconto. Blogger a tempo indeterminato, mai a dieta, mai senza sorriso». Così si definisce sul suo blog Giorgia Di Basilio, influencer seguita in tutta Italia, con decine di migliaia di seguaci. Da Teramo dispensa consigli di moda, bellezza, bon ton, ma anche indicazioni per fare una vacanza «per rilassarsi su una spiaggia da sogno». Definirla youtuber o solo blogger è riduttivo: a 26 anni Giorgia è seguita da più di 300mila persone. I numeri sono importanti: ha più di 130mila follewers su Instagram, 40mila fra il profilo personale e la pagina Facebook, 95mila lettori su Trumbler, mentre il blog “Con affetto, Giorgia” ha in media a 12mila visualizzazioni al mese.
E se la si paragona a Chiara Ferragni, almeno in pectore, scoppia a ridere e dice «Speriamo di diventarlo, almeno per il fatturato!». La gavetta, d’altronde, l’influencer teramana l’ha fatta tutta – all’epoca forse involontariamente – sin da quando era adolescente. «Quando avevo 16-17 anni ho aperto una pagina su Facebook», racconta Giorgia Di Basilio, «ed era anonima: ci appuntavo le frasi che leggevo e le mie riflessioni. Avevo 150mila follower, poi però un compagno ha scoperto che ero io che scrivevo e l'ho chiusa. Abitando a Teramo, ero timida, non volevo venisse fuori il mio nome».
Nel 2011 ha aperto su Trumbler il primo blog chiamato provocatoriamente “Con affetto vaffanculo”. «Ero arrabbiamo quando l’ho creato», spiega l’influencer, «avevo 50mila lettori. Poi con il mio nome ho aperto l’account Instagram e ho comunicato il mio nome sul blog: condividevo attimi di vita quotidiana. La prima collaborazione per promuovere un prodotto me l’ha proposta una ragazza: mi chiese se mi poteva regalare dei bracciali in cambio della pubblicazione di alcune foto in cui li indossavo. Io ero spaventata e avevo paura a darle il mio indirizzo di casa: non avevo idea di come si facesse la fashion blogger». E fra una foto e un post il tempo è passato, Giorgia si è laureata, facendo nel frattempo esperienza come “barlady” fra Teramo e Pescara. A un certo punto l’accelerazione. «Mi hanno cercato agenzie di Milano, Roma e Napoli e sono iniziati i contatti con le prime aziende», racconta la ragazza, «ora mi sposto a Roma e Milano dove ci sono eventi. In sostanza un’azienda mi chiama, mi paga per andare lì, faccio le foto e mi regala i prodotti. Oltre alla presenza ad eventi l’azienda può chiederti di diventare testimonial o, per il mondo “travel”, di promuovere alberghi. Ad esempio ho lavorato per l’Anas, per valorizzare tutto il territorio attraversato dall’autostrada A2 fra la Campania e la Calabria».
E da passione la presenza sui social è diventata un lavoro. «Ora mi sono aperta la partita Iva», dichiara, «anche se molti non lo concepiscono ancora come lavoro. E molti dei soldi che guadagno li reinvesto nell’attività: adesso mi è appena arrivato un obiettivo da mille euro per una macchina fotografica. Quando dico che faccio la blogger molti sorridono. Io invece lavoro 8 ore al giorno, fra computer e telefono. Sono molto contenta: inizialmente volevo fare la commercialista o lavorare nell’agenzia assicurativa di papà ma poi ho capito che questa passione poteva diventare qualcosa di più, mettendoci più impegno». Pian piano si è raffinato anche il modo di comunicare: se prima lo scatto veniva pubblicato senza pensarci troppo adesso Giorgia lo cura nei minimi particolari in post-produzione. «E poi impiego diverse ore al giorno a rispondere alle ragazze, mi confronto sugli argomenti più disparati. Ho un bel rapporto con loro». Da sola cura il blog, il profilo Instagram, Twitter e da una settimana ha anche aperto un canale su Youtube: «Voglio dare tre rubriche su travel, fashion e beauty. Per ora però mi limito a un solo video a settimana sugli argomenti che incuriosiscono di più coloro che mi seguono».
Il lavoro di influencer, precisa, l’ha comunque resa indipendente dal punto di vista economico. «Ora c'è tanta concorrenza, ma la situazione migliora ogni giorno, spero che i miei sforzi vengano ripagati», osserva. Tutto, però, mantenendo una propria integrità: «Nei rapporti con le azienda chiarisco sempre che la mia opinione è sincera e se il prodotto non mi piace non pubblico niente. Ad esempio avrei dovuto promuovere delle tisane, ma quando le bevvi mi fecero venire i crampi e mi rifiutai di pubblicare. Ho un patto di fiducia con chi mi segue che non voglio rompere».
Giorgia ritene, peraltro, che il suo aspetto fisico non l’abbia aiutata più di tanto: «L'aspetto esteriore conta fino a un certo punto, mi faccio vedere struccata e con il pigiama: alle mie follower piace la spontaneità, non piacciono quelle che se la tirano». Comunque sia, l’immagine dell’influencer teramana è vincente. Gli impegni si susseguono in maniera rutilante. Ieri è partita per il Marocco per una “Surf week” in cui farà surf – «mi insegneranno» – e subito dopo per Vienna. «E a metà giugno con un famoso brand italiano, di cui al momento non posso dare ulteriori dettagli, andrò in giro 10 giorni per l'Italia».
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