Infortuni sul lavoro in aumento: superati i 3.400 casi in otto mesi

I numeri illustrati nel corso della 71ª Giornata Anmil per le vittime di incidenti e malattie professionali Impennata dell’81,30% anche per effetto del Covid. Il presidente Marcozzi: «Curva preoccupante»
SILVI . «Mai avremmo pensato, dopo la pandemia, di contare tanti infortuni e vittime sul lavoro». Le parole di Nicola Marcozzi, presidente regionale dell’Anmil, l’associazione nazionale di mutilati e invalidi sul lavoro, risuonano dal palco di fronte al mare di Silvi. Traducono i dati di un’emergenza che non accenna a dare tregua e che anzi, per via anche del coronavirus, nell’ultimo periodo ha subito un’impennata. Sono i numeri di infortuni e malattie professionali snocciolati nel corso della manifestazione per la 71ª Giornata nazionale per le vittime di incidenti sul lavoro che si celebra qui, a due passi dall’Adriatico, tra stendardi, gonfaloni, autorità e tanti iscritti all’associazione.
DATI IN CRESCITA
Il resoconto dell’Inail sugli infortuni tra il 1° gennaio e il 31 agosto fotografano l’aumento esponenziale rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Gli incidenti sono passati da 1.882 a 3.412, con un incremento dell’81,30 per cento. «La crescita ha coinvolto in particolare il settore sanitario a causa del Covid», spiega Katia Panella della direzione regionale dell’Inail, «ma è legata anche alla ripresa seppur minima dell’occupazione che ha fatto registrare un aumento dello 0,4 per cento durante il periodo preso in esame». I casi di malattia dovuti ai contagi per il coronavirus sono lievitati da 163 a 1.168. L’incidenza maggiore riguarda infortuni direttamente sul luogo di lavoro, 1.658 nei primi otto mesi del 2021 contro i 3.126 dello stesso periodo di quest’anno, con un incremento dell’88,54 per cento, rispetto a quelli in itinere, passati da 224 a 286, con una crescita del 27,68 per cento.
I casi più gravi
Le cifre illustrate da Panella indicano comunque che la maggior parte degli infortuni hanno comportato prognosi inferiori a dieci giorni, mentre gli incidenti mortali risultano in calo del 33,33 per cento. A questi si aggiunge, però, il «dato più negativo» come lo definisce la stessa dirigente regionale dell’Inail. Panella sottolinea infatti che gli incidenti mortali sono stati quattro nel corso dell’anno, rispetto ai sei dell’intero 2022, e tutti sui luoghi di lavoro: nessuno in itinere e quindi in situazioni non strettamente connesse agli ambienti in cui le vittime fornivano le loro prestazioni. «Già l’anno scorso avevamo registrato un preoccupante aumento della curva», afferma Marcozzi, «per molte aziende la sicurezza resta un optional, ma deve essere la base del lavoro». Il presidente abruzzese dell’Anmil sottolinea l’importanza della legge regionale, varata a luglio, che introduce nel sistema formativo regionale la figura del testimonial/formatore in materia di salute e sicurezza sul lavoro. «È la prima norma di questo tipo introdotta a livello nazionale», evidenzia, «ma dobbiamo fare di più: continueremo ad affiancare i lavoratori vittime di infortuni e le loro famiglie».
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