Ingorgo-tributi dopo il terremoto

16 Giugno 2017

Il decreto sulla zona franca urbana è fermo e non si sa che fare

TERAMO. Ingorgo tributi dopo il terremoto, i commercialisti teramani protestano.
«Non è più tollerabile che il contribuente che voglia adempiere puntualmente alle sue obbligazioni tributarie, debba conoscere l’importo delle imposte dovute solo il giorno prima, se non addirittura lo stesso giorno della scadenza. Il caos generato dal sisma, inoltre, ha determinato un ulteriore stand-by perché il decreto sulle Zona franca urbana non è stato ancora convertito e i nostri clienti non sanno se devono ottemperare al saldo oppure no. E in caso contrario, qualora dal mancato adempimento dovessero scaturire delle sanzioni, chi è il responsabile visto che non si sa con chi parlare nei Comuni?».
E’ duro l’attacco del presidente dell’ordine dei dottori commercialisti, Alberto Davide, con l’intero consiglio dell’Ordine sul ritardo dei Comuni nel predisporre sul sito la tabella relativa all’importo dei tributi e le informazioni relative al sisma.
Le notevoli difficoltà operative che negli ultimi anni si sono ripetute sempre in occasione delle scadenze relative alla Iuc (Imposta unica comunale), con proprietari di immobili e consulenti che rischiano di non rispettare la scadenza di pagamento fissata per oggi, sono state amplificate dal terremoto.
«L’incertezza regna sovrana», osserva Davide, «nessuno sa darci risposte certe. Lo scenario che si ripropone anche in questa occasione per mettere in condizioni i clienti di adempiere con puntualità al pagamento della Tasi e della Imu è di lavorare e far lavorare ad oltranza i propri dipendenti in condizioni di “emergenza”, oltre il normale orario e anche nei giorni festivi e di riposo».